• 27 Giugno 2022
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Ambientalisti provano a bloccare ancora il raccordo, fallisce il blitz

Ambientalisti provano a bloccare ancora il raccordo, fallisce il blitz

Ci hanno riprovato, ma questa volta sono stati fermati prima che potessero aprire i loro striscioni e sedersi sulla carreggiata del grande raccordo anulare con l’intento dichiarato di bloccare il traffico, di creare un disagio, di fare rumore per dare voce alla loro protesta. Fallito il blitz degli ambientalisti di Ultima Generazione. Al luogo di ritrovo alle 7:00 di questa mattina hanno infatti trovato gli agenti della digos. Gli investigatori li stavano aspettando e li hanno fermati e portati in commissariato prima che riuscissero ad entrare sulla corsia esterna del raccordo, nel tratto di A90 compreso fra le uscite Casilina ed Anagnina.

Secondo quanto si apprende sono cinque gli attivisti bloccati da digos, agenti delle volanti e della polizia stradale in via Francesco Di Benedetto, a pochi metri da via Salvatore Barzillai, dove gli ambientalisti si erano dati appuntamento alle 7:00 per dare il via al blocco del traffico. Una protesta che però questa volta non è andata a buon fine, con gli automobilisti in transito sul grande raccordo anulare che non hanno nemmeno avuto il tempo di trovarli in strada, in quanto fermati prima dalla polizia. Accompagnati in commissariato ed identificati la loro posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

VIDEO | Automobilisti infuriati: insulti e spintoni contro gli ambientalisti

La rabbia degli automobilisti bloccati sul raccordo anulare

Come da loro stesso dichiarato più volte, il marchio di fabbrica di Ultima Generazione è il loro modus operandi: la disobbedienza civile non violenta. “Persone preoccupate per il proprio futuro scendono in strada e si siedono sull’asfalto nelle ore più limpide della mattina, a volto scoperto, esibendo degli striscioni. Parlano con chiunque voglia fermarsi a condividere preoccupazioni e possibili soluzioni per arginare il cambiamento climatico”.

Ma se nelle loro intenzioni le ragioni della protesta possono essere considerate lecite, diverso è lo spirito con il quale gli uomini e le donne di Ultima Generazione vengono letteralmente affrontati dai tanti automobilisti rimasti bloccati sul grande raccordo anulare in conseguenza delle loro proteste rumorose. Quattro i blitz attuati dagli ambientalisti di Ultima Generazione nelle ultime due settimane: il 16, 20, 22 e 24 di giugno. Blocco alla circolazione che ha trovato la furente risposta di automobilisti e scooteristi che al grido – fra i meno coloriti – di andate a lavorare, in molti casi hanno spostato loro di peso gli stessi ambientalisti liberando la carreggiata con epiteti e parolacce nei confronti degli attivisti.

Blocchi durati sempre poche decine di minuti, con la polizia che ha poi provveduto ogni volta a spostare di peso gli attivisti ed a liberare la strada, dove alle 8:00 di mattina le code ed i rallentamenti sono già routine per chi viaggia sul raccordo. I blocchi hanno infatti creato non poco caos, con disagi e ripercussioni alla normale viabilità anche importanti.

Cosa chiedono gli attivisti per l’ambiente

Le richieste di Ultima Generazione al Governo sono due, invariate dall’inizio dell’anno, quando il movimento ha avviato la propria campagna: Interrompere immediatamente la riapertura delle centrali a carbone dismesse e cancellare il progetto di nuove trivellazioni per la ricerca ed estrazione di gas naturale; Procedere a un incremento di energia solare ed eolica di almeno 20GW nell’anno corrente e creare migliaia di nuovi posti di lavoro nell’energia rinnovabile, aiutando gli operai dell’industria fossile a trovare impiego in mansioni più sostenibili.

Nonostante la polizia abbia scongiurato l’ennesimo blitz, questa volta non riuscito, non si escludono nuove proteste da parte degli ambientalisti di Utlima Generazione, come da loro più volte annunciato.

 

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