La tradizione dell’albero di Natale ha origini antichissime. Già gli antichi Romani adornavano le case con rami di sempreverdi nel periodo del solstizio invernale, in quanto simbolo di vita eterna.
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Gli antichi Romani appendevano rami di sempreverdi su porte e finestre durante i Saturnali, ritenendoli in grado di allontanare spiriti maligni e influenze negative. I Celti adornavano le capanne con l’agrifoglio e decoravano le querce con frutta e candele. I Druidi, sacerdoti degli antichi Celti, abbellivano i templi con rami di sempreverdi.
Accadeva ogni anno nel periodo del solstizio invernale. Niente di più adatto di un albero, simbolo di fertilità e rigenerazione, per esorcizzare la stagione fredda e richiamare simbolicamente la luce del sole e il ritorno della vegetazione.
Riti pagani che anziché scomparire sono resistiti al trascorrere del tempo, finendo per essere inglobati dal cristianesimo, che li rivisitò a modo suo.
Non è chiaro quando l’abete sia diventato albero per eccellenza del Natale perché esistono innumerevoli teorie e leggende al riguardo. Una di esse narra che un missionario propose ai tedeschi della regione di
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