Astrofisici mappano la Foresta Lyman-Alpha per indagare la presenza di materia oscura, supportando l’ipotesi della gravità oscura. Il metodo rivela strutture suggestive, ma il mistero persiste senza prove dirette.
La foresta di idrogeno creata mappando le linee di assorbimento dell’idrogeno. (UC Riverside)
Un team di astrofisici ha recentemente completato il mappaggio della Foresta Lyman-Alpha, fornendo ulteriori prove a sostegno dell’ipotesi che la formazione di galassie e ammassi di galassie sia meglio spiegata dalla presenza di materia oscura rispetto ad altre teorie alternative.
Durante le osservazioni dell’universo, gli astronomi hanno notato che il comportamento delle galassie e degli ammassi di galassie non corrisponde esattamente alle aspettative. In particolare, le stelle ai margini delle galassie si muovono a velocità così elevate (in gran parte, sebbene non in tutte le galassie) che, considerando la quantità di massa visibile presente, dovrebbero essere espulse nello spazio intergalattico.
Esistono spiegazioni alternative a questo fenomeno, come le Dinamiche Newtoniane Modificate (MOND), che suggeriscono una diversa modalità di funzionamento della gravità a basse accelerazioni. Tuttavia, il MOND presenta delle problematiche, e attualmente la teoria più accreditata


