Gli zaffiri blu si formano da una complessa interazione di elementi in traccia, come ferro e titanio, in antiche rocce vulcaniche. Uno studio rivela la loro origine e processo di cristallizzazione nell’Eifel.
Blu brillante: zaffiro e rubino sono entrambi gemme del minerale corindone, anche se i loro colori sono molto diversi. (Yut chanthaburi/Shutterstock.com)
I zaffiri, come molte pietre preziose, si formano nelle viscere della crosta terrestre, cucinati da un’immensa pressione e un intenso calore. La ricetta esatta per i sorprendenti cristalli blu è stata a lungo un mistero per gli scienziati. Gli zaffiri sono composti principalmente da corindone, un’ossido di alluminio, e da una varietà di elementi in traccia come ferro, titanio, cobalto, piombo, cromo, vanadio, magnesio, boro e silicio. È proprio da questi elementi in traccia, in particolare ferro e titanio, che i zaffiri traggono il loro famoso colore blu. Quando questi elementi sono presenti nel cristallo, interagiscono con la griglia cristallina assorbendo specifiche lunghezze d’onda della luce, soprattutto quelle rosse e gialle dello spettro. Di conseguenza, la luce riflessa appare prevalentemente blu, conferendo ai zaffiri il


