“Sono passati 75 anni dalla creazione dello stato d’Israele. Da quella data si è tristemente assistito al trasferimento di circa 5,6 milioni di palestinesi e alla massiccia espulsione dalle loro case, villaggi e città senza prospettiva alcuna di un ritorno.
Questa catastrofe o Nakba come viene chiamata in arabo dai palestinesi, non solo non sembra arrestarsi ma sta vivendo in questi giorni una drammatica escalation.
Nonostante i tratti evidenti della situazione, assistiamo a scelte del governo italiano e dell’Unione Europea di completa subalternità agli Stati Uniti e quindi di una sostanziale identificazione con Israele.
Anche i media si dimostrano portatori, nella loro stragrande maggioranza, di una narrazione unilaterale totalmente supina nei confronti dei crimini di Netanyahu che misconosce le profonde radici del conflitto e disumanizza il popolo palestinese.


