I primi cento giorni del governo Meloni hanno tappato la bocca alla melassa retorica che dipingeva, in piena campagna elettorale, una destra estremista alla guida dell’Italia. Un racconto suggerito dalla noblesse oblige del pensiero unico nostrano, ansioso di mascariare chi avrebbe vinto certamente le elezioni. Il deputato di FdI Giordano (che peraltro fa parte della commissione Ue di Montecitorio) ha ricordato gli articoli che furono sintetizzati da un memorabile esempio di pessima propaganda, allorquando Vanity Fair mise in copertina la futura Premier con l’agghiacciante titolo “Giorgia Meloni è la donna più pericolosa d’Europa“, a fronte di un autorevole studio statunitense che recentemente mette il nostro Presidente del Consiglio non solo al quarto posto tra i leader più credibili del mondo, ma soprattutto al primo in Europa. Quel vero e proprio necrologio preventivo di Vanity Fair è stato clamorosamente smentito dai fatti. Perché, in questi tre mesi, lo spread è calato dì ben sessanta punti, facendo risparmiare un bel po’ di interessi passivi alle nostre lacunose casse. La destra, descritta strumentalmente da Enrico Letta come eversiva, barbara e ascariota, veleggia nei sondaggi, recita un ruolo di avanguardia
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