Occhio alle multe per eccesso di velocità: molte potrebbero essere illegittime. A lanciare l’allarme è una recente sentenza del Giudice di Pace di Frosinone, la dottoressa Giulia Franco, che ha dato ragione a un automobilista (una società, per la precisione) che si era visto recapitare un verbale tra l’altro anche salato.
Tutto è partito da un controllo della Polizia Municipale nel territorio di Monte San Giovanni Campano, in provincia di Frosinone: sembrava una delle tante multe fatte con l’autovelox, ma chi ha ricevuto il verbale non si è arreso e ha deciso di fare ricorso. E ha fatto bene, perché i giudici hanno scoperto che qualcosa non andava. Il motivo per cui la multa è stata cancellata è prettamente tecnico: la macchinetta usata per misurare la velocità non era “omologata”, ma solo “approvata”.
E per la legge italiana sono due cose diverse. Per dare una multa valida, l’apparecchio deve superare dei test molto severi e avere l’omologazione ufficiale. Se manca questo “bollino” di qualità, la velocità misurata non vale come prova e la multa diventa carta straccia. Nel caso di Monte San Giovanni Campano era scritto chiaramente sul verbale che il dispositivo non aveva questo requisito fondamentale.
Oltre al problema dell’autovelox, è successo anche un altro pasticcio. Il Comune, che dovrebbe difendere la validità della multa, non si è presentato o non ha seguito le regole giuste per difendersi in tribunale. Un errore che ha reso ancora più facile per il giudice decidere di annullare tutto.
Questa sentenza è importantissima perché non riguarda solo una persona. Se il Comune usa strumenti non in regola, significa che tantissime altre multe fatte nello stesso punto potrebbero essere nulle. Molti cittadini hanno già pagato senza sapere che avrebbero potuto vincere il ricorso. Il consiglio è sempre lo stesso: prima di pagare, controllare bene il verbale. Se c’è scritto che l’apparecchio è “approvato” ma non “omologato” si potrebbe avere in mano la chiave per far cancellare la sanzione.


