Ciò che determina la disabilità è l’ambiente in cui si vive. Lo ha stabilito nel 2006 la Convenzione ONU per le persone con disabilità. Quello che ne deriva è l’importanza di lavorare «per creare le condizioni che modifichino gli ambienti di vita e per costruire una nuova immagine di società, nella quale le specificità di ciascuno possano diventare un valore per tutti».
A sottolineare un aspetto che a molti sembrerà scontato, ma che in realtà rappresenta il fulcro di un sempre più auspicato cambiamento socioculturale, è Alberto Fontana, presidente dei Centri Clinici NeMO, strutture ad alta specializzazione, pensate per rispondere in modo specifico alle necessità di chi è affetto da malattie neurodegenerative e neuromuscolari. «Chi vive una patologia neuromuscolare fa i conti ogni giorno con il limite fisico e con la necessità di essere supportato anche nei più piccoli gesti quotidiani. In questo senso, la tecnologia rappresenta uno strumento fondamentale al servizio della ricerca del percorso di autonomia personale e del desiderio di vivere una vita piena, a prescindere dalla malattia», spiega Fontana.
Il progetto di


