Clima e sostenibilità: le richieste degli allevatori al ministro Lollobrigida

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La prima dichiarazione al Corriere della Sera è stata esplicita e senza mezzi termini: «Difenderò le nostre eccellenze. La sovranità alimentare non è un concetto fascista». Il neoministro all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida (Fratelli d’Italia, cognato del Premier Giorgia Meloni) ha le idee chiare: «No a degenerazioni come la carne in laboratorio e non siamo certo per gli allevamenti massivi che stressano e sfruttano gli animali». 

Si dividono due guru dell’agroalimentare nostrano. Per Carlo Petrini fondatore dell’associazione Slow Food, la sovranità alimentare è un obiettivo da perseguire per affrontare la rigenerazione dell’agricoltura; il patron della catena Eataly Oscar Farinetti, non crede nella visione del produrre tutto da soli, ma esportare invece le nostre specialità e importare quelle estere. 

Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Le richieste degli allevatori alla Fiera agricola zootecnica italiana 

Nell’attesa che il ministro prenda pienamente possesso della carica, un messaggio chiaro arriva da chi opera sui campi e cioè gli allevatori della Fazi, la Fiera agricola zootecnica italiana, che ieri a Montichiari, nel bresciano, hanno chiuso la loro 94ª rassegna nazionale, coronata da 38mila visitatori. 

«Il settore agricolo – hanno ribadito gli addetti al comparto – è sempre più professionale e proiettato a crescere, grazie a investimenti in nuove tecnologie attraverso soluzioni che dovranno  rispondere  alle dinamiche del mercato e alle incertezze contingenti. Ma proprio per questo si ha la sensazione che il settore stia cercando di individuare nuove strategie all’interno della filiera, per dare concretezza a quella sovranità alimentare che oggi campeggia nella nuova dicitura del ministero presieduto da Francesco Lollobrigida. È uno degli aspetti della sfida climatica e della sostenibilità ambientale che più coinvolgono gli allevatori e gli agricoltori italiani». 

Va ricordato che il sistema agroalimentare del nostro Paese vagli ogni anno 600 miliardi, pari al 25% del Pil nazionale. «Tutti i popoli – scrive il neoministro citando la IPCFS, piattaforma internazionale per la sovranità alimentare – hanno diritto di definire le politiche agricole, della pesca, alimentari e della terra affinché siano ecologicamente e socialmente appropriate a garantire una alimentazione sana, nutriente e culturalmente appropriata. Anche agli italiani. È questo quello che voglio fare». 

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