Il nuovo Chelsea americano è diametralmente differente da quello del ventennio targato Abramovich. Col patron russo, vincere al presente era all’ordine del giorno. Adesso è pura futuribilità, squadra giovane e sostenibile. Ma non c’è programmazione tecnica, tanti allenatori che saltano e progetti ribaltati all’improvviso come infernali colpi di teatro: ecco perché, soprattutto abituati ai successi dell’era precedente, i tifosi dei Blues contestano. L’ultima stagione è stata l’immagine di tutto questo: silurato Maresca, scellerata e fallimentare transizione Rosenior. Lontana da qualsiasi orizzonte europeo in Premier, la sconfitta in finale di FA Cup col Man City è stato l’epilogo più naturale di un percorso vulcanico.
Quantomeno, proprio nel momento più basso degli ultimi anni, sfogliando la margherita il Chelsea ha annunciato d’aver tirato fuori la margherita potenzialmente migliore: “Il Chelsea Football Club è lieto di annunciare la nomina di Xabi Alonso ad allenatore della prima squadra maschile. Lo spagnolo inizierà il suo incarico il 1° luglio 2026, dopo aver firmato un contratto quadriennale con il Chelsea”.
Già, Xabi Alonso il nuovo allenatore del Chelsea. L’annuncio ufficiale ieri, domenica, l’indomani della sconfitta di Wembley, per rilanciare ed offrire un gran bel distrattivo ad un ambiente depresso. Perché se lasciato lavorare, stavolta senza ribaltoni societari, per il progetto che professano gli americani è l’uomo migliore. Un anno fa, prima di Madrid, rappresentava la migliore espressione e soprattutto quella più ricercava del nuovo che avanza, dopo le faville a Leverkusen. Lui rientra dalla porta principale e prende in mano il progetto a Stamford Bridge: “Il Chelsea è uno dei club più importanti del calcio mondiale e mi riempie di immenso orgoglio diventare l’allenatore di questo grande grande club. Dai miei colloqui con la proprietà e la dirigenza mi è stato chiaro che condividiamo la stessa ambizione. Vogliamo costruire una squadra capace di competere costantemente ai massimi livelli e di lottare per la conquista di trofei. In questa squadra ci sono grande talento ed un potenziale enorme, ora l’attenzione è rivolta al duro lavoro, alla creazione della giusta cultura e alla conquista di trofei”.


