Storia. Perché quando porti a casa due trofei su due è comunque storia. L’Inter ha semplicemente dimostrato tutto l’anno d’esser la squadra più forte del Bel Paese, ed anche stasera all’ultimo appuntamento importante della stagione non ha perso minimamente occasione per dimostrarlo.
All’Olimpico è 2-0 Inter. Contro un’armata così lesta e glaciale non puoi permetterti margine d’errore, Sarri lo sapeva ma la differenza qualitativa era di per sé già evidente, prima di scendere in campo. Se poi Marusic su corner la infila nella propria porta e lo stesso Tavares in tinta unita commette scivoloni che servono il raddoppio a Lautaro, c’è ben poco da fare. Una gara incanalata dunque già nella prima frazione; nella ripresa reazione, ma l’Inter ed i suoi colossi dietro reggono senza problemi e sporcano pure le poche occasioni concesse ai biancoceleste. Quindi amministrazione, pura e limpidissima, se non accademia.
L’Inter torna a vincere Scudetto e Coppa Italia, il tanto desiderato Double domestico che significa manifesto tricolore. Non accedeva da 16 anni; per pescare l’ultima volta c’è da tuffarsi nella storia: era il 2010, era il Triplete di Mourinho. Per l’Inter è la decima Coppa Italia della propria storia. Un’egemonia quest’anno, quella nerazzurra. Qualcuno aveva ritenuto dopo Monaco di Baviera quel ciclo chiuso, soprattutto Inzaghi; bravo Chivu a riaccendere senatori e top players, il resto sarà storia.
Lacrime e sogni infranti invece per una Lazio che dopo la cavalleresca avventura e quel sogno costruito passo dopo passo deve arrendersi all’ultimo atto: svanisce il sogno di Sarri di regalare un trofeo al suo popolo, quel popolo stanotte tornato a riempir gli spalti come ai bei vecchi tempi. Ma stavolta il tutto esaurito non ha sortito l’effetto sperato, merito e colpa di un avversario semplicemente più forte, il più forte d’Italia.


