La prima volta non si scorda mai. Perché stavolta s’è scritta storia, eccome. La storia dell’Uruguay. Che per la prima volta dopo decenni su decenni porta finalmente un suo asso in maglia rosa. Thomas Silva ha vinto la seconda tappa del Giro d’Italia 2026. Si prende per la prima volta la tappa del Giro, si prende per la prima volta altresì una tappa di una competizione mondiale di questo calibro; ma soprattutto, eredita momentaneamente lo scettro di Magnier e balza in testa alla classifica generale.
Trionfo celeste alla fine di una seconda tappa mozzafiato in cui anche in questo caso, in tinta unita con la prima, è successo di tutto e di più. Ancora una volta fato e destino, quello di condizioni meteorologiche beffarde che, scatenando l’acquazzone sull’ultimo tracciato, incidono e tolgono gloria a chi aveva provato per larghi tratti tentativi di fuga belli e buoni. Tra questi Yates o lo stesso Vine, che crollano: ancora maxi caduta, come ieri, a pochi km dal traguardo.
Ed è per questo che il più lesto di tutti ad approfittarne e coronare i sacrifici di 221 km da Burgas fino a Veliko Tarnovo diventa Silva. Pieni Balcani, insidiosi, infiniti, tortuosi. Per gli italiani stavolta meglio e ruolo di maggior prestigioso: Cicconi chiude in terza posizione, al gradino più basso del podio, immediatamente susseguito da un altro trittico tricolore, quello composto da Scaroni, Pellizzari e Sobrero. Domani terza ed ultima tappa il Bulgaria; quindi lunedì meritato riposo, sarà trasferimento in Calabria.


