La delusione di giornata agli Internazionali di Roma diventa lo stesso comun denominatore di quest’avvio di 2026. Ancora una volta Jasmine Paolini. Che stavolta confeziona forse la sconfitta e l’eliminazione che fa più male: quella Capitale, all’appuntamento più importante di questa parte di stagione, davanti alla sua gente. Soprattutto, considerando quel titolo da difendere: in un anno cambiano vita e forma, era campione in carica.
In una prima parte dell’anno che ha registrato premature eliminazioni ai primi turni tra Medioriente ed America, a Roma non cambia la musica. Anzi, in tinta unita colleziona l’ennesima uscita già ai sedicesimi. Stavolta, sotto al sole capitolino, a farle lo scherzetto ci pensa la belga Mertens. Jasmine parte bene e faticando vince il primo set, prima di incassare la rimonta: alla lunga, fino al tiebreak, dove strappa la battuta e da lì non c’è più niente da fare. A testa bassa la campionessa in carica abbandona, e fa male.
Senz’altro, sia per Paolini che per il suo staff adesso è tempo di bilanci. C’è sì il Roland Garros, ma di questo passo non si va da nessuna a parte. C’è da fare analisi su analisi, perché dopo mesi così Roma rappresentava l’occasione per tornar protagonisti. Invece, nonostante un titolo da difendere, eliminazione ai sedicesimi: quasi da record. Con questo risultato, Jasmine Paolini esce dalla Top 10. Impensabile, un anno fa, quando era una delle stelle più luccicanti del tennis rosa.


