Il giorno dopo la Roma giallorossa s’è svegliata col sorriso. Non soltanto per l’esaltante espressione quasi da calcio totale con cui la banda Gasperini ha fatto sì forse per la prima volta lasciato intravedere le potenzialità espressive straripanti e rivoluzionarie del calcio dell’ex tecnico dell’Atalanta, quanto per quel che il successo romanista del Monday Night dell’Olimpico significhi in termini di classifica per la Serie A.
A tre giornate dalla fine, quella lotta Champions che solo un paio di settimane fa sembrava un capitolo sostanzialmente chiuso, oggi invece descrive scenaggiatura di una serratissima bagarre completamente riaperta. Siamo 67, 65 e 64. Milan e Juventus risucchiate e minacciate. A partire dai rossoneri, ancora favoriti, ma chiaramente adesso sotto pressione. Soprattutto in crisi di risultati, con 4 sconfitte nelle ultime 7 ed una sola volta a segno nelle ultime 5. E la prossima Allegri non se la porta da casa, per niente: a San Siro arriva l’Atalanta.
La Roma può spingere e soffiar forte, ma è la Juventus matematica alla mano quella più controvento. Ad una sola lunghezza di vantaggio, adesso la Vecchia Signora trema. La Roma va a Parma, già salvo, mentre la Juve va a Lecce, ancora a caccia di punti salvezza. Poi Fiorentina e derby col Toro all’ultima: nulla è scritto. Va tutto giocato. La Roma è lì: spinge, soffia e spera. Ed a Trigoria è tornato non soltanto ciel sereno, bensì al contempo clima esaltante.


