Non c’è stata storia. Nemmeno in semifinale. Jannik Sinner ha rispettato ancora i pronostici ed ha raggiunto l’ennesima finale di un 2026 letteralmente straordinario fin qui. E va sempre ribadito tal concetto di straordinarietà, perché tutto ciò è talmente diventato pane quotidiano che il susseguirsi delle gesta del numero uno al mondo passano quasi per normali. Quando di normali invece nutrono ben poco e mese dopo mese i suoi traguardi raggiungono sempre più orbite extraterrestri.
Anche a Madrid è finalissima, per la prima volta nel corso della sua carriera. Demolito Fils nella serata madrilena: 6-22 e 6-4 a divorar il sogno americano, senza storia. Macchina letale prima, amministrazione perfetta poi: insomma, c’è tutto del moderno Sinner, anche nel giocate e nelle sfumature. Fa impazzire tra l’altro il pubblico della Caja Magica con un rovescio dopo 24 colpi: tutti in piedi, Fils attonito.
Parliamo di numeri sensazionali. Diventa il più giovane di sempre innanzitutto ad arrivar a giocare le finali di tutti i Masters 1000, il quarto a riuscirci (ma ribadiamo, ad età nettamente più giovane) come i più grandi Nada, Federer e Djokovic. Terra rossa come a Montecarlo o cemento come oltreoceano, poco cambia: cambia la superficie.. ma il risultato proprio no. Straordinariamente duttile, completo. Una macchina che s’adatta a tutto e supera tutti.
Sinner giocherà la sua quinta finale Masters 1000 consecutiva per vincere l’altrettanto quinto Masters 1000 consecutivo, qualcosa che chiaramente non è mai riuscito a nessuno. Domani il livello si alza: c’è Zverev, terzo al mondo e secondo del seeding. Ma Jannik, seppur stanco, ancora favorito. Italia incollata ai teleschermi: soffia e spinge, c’è storia sempre più grande d’andarsi a prendere.


