E non poteva che finire così. Sembrava scritto magicamente nelle stelle, e così è stato. Il lieto fine sul progetto sportivo forse più bello ma senz’altro più romantico degli ultimi anni di Serie D: l’Ostiamare di patron De Rossi sbarca in C, nel professionismo.
Un tuffo che quel bacino da 200mila lidensi stavolta non farà a mare, per una volta, pur se i primi grossi caldi primaverili strizzerebbero l’occhiolino; il tuffo è quel ritorno proprio tra i professionisti 35 anni dopo l’ultima volta. Il tuffo è quello d’amore DDR, rientrato da Genova col primo volo direzione Fiumicino, per volare dalla sua famiglia, dal suo allenatore, dai suoi ragazzi. E stavolta anche quei tifosi del Grifone che hanno imparato in questi mesi pure loro ad apprezzarlo ancora, gliela perdoneranno.
Sconfitta col Como sostanzialmente innocua, Genoa già salvo: lecito primo pensiero ai suoi ragazzi, al suo mondo, al suo nido. Già, quel nido che da quando ha investito nel club nel gennaio 2025 ha completamente rivoluzionato. Illuminato, sapeva bene che i successi dei più forti derivino dall’impiantistica: e quindi centro sportivo nuovo di zecca, investimenti su settore giovanile e valori, Anco Marzio rimesso a norma e proiettato nel futuro.
1-0 al Termoli, concomitante passo falso dell’Ancona inseguitrice ed il gioco è fatto: +4 a soli 90 giri di lancette dalla fine, può già partire la festa. Si commuove in tv e vola nella notte di Ostia, calcisticamente la più bella per generazioni: “C’è solo un Presidente” cantano uniti tifosi, D’Antoni e calciatori. Capolavoro, evidentemente c’è ancora spazio per favole romantiche nel calcio di oggi. E fa notizia, eccome. Di questi tempi poi..


