Sono ore magiche per Roberto Mancini. Momenti che sanno quasi di redenzione. Tra l’altro, più di qualcuno ambisce a riportarlo al timone della nazionale italiana per ricostruire, malgrado post trionfo europeo sia stato proprio lui il CT dell’incubo Macedonia, secondo fallimento dei tre di qualificazioni Mondiali. Non è certamente mistero che si sia lasciato malissimo Gravina, l’ormai ex presidente federale con cui i rapporti erano da tempo definiti ai minimi termini: adesso che non c’è più, chissà.
Intanto però fioccano soddisfazioni nel mondo mediorientale extralusso che ha continuato a scegliere dopo l’esperienza, per quanto sfarzosa e faraonica, a più luci che ombre sulla panchina dell’Arabia Saudita. Col suo Al-Sadd, club che ha scelto restando in Medio Oriente stavolta in Qatar, ieri è arrivata una doppia soddisfazione straordinaria.
Straordinaria perché concomitante. La matematica certezza del titolo qatariota sfruttando la sconfitta della rivale Shamal. Terzo scudetto consecutivo per il club, ma soprattutto il 15° titolo della carriera del Mancio da allenatore, ad arricchirne il palmares.
Mancini Re qatariota, dunque. Ma non solo. Perché non c’era tempo stanotte di festeggiare, col suo Al-Sadd in campo agli ottavi di Champions asiatica contro.. la potentissima e più quotata Al Hilal di Simone Inzaghi e delle sue star. Clamoroso 3-3 alla fine dei novanta minuti, con dea bendata e lotteria che premieranno proprio il mancio: sbaglia persino Karim Benzema, Mancini col suo Al-Sadd ai quarti di Champions asiatica.
Una notte stellare. Quasi da redenzione, per sentirsi ancora vivo ed istituzione a certi livelli. Derby azzurro in cassaforte: Inzaghi sbattuto fuori, colpo assolutamente mediatico.


