Il giorno dopo fa tutto più rumore. Perché il popolo è sensibile. E se c’è qualcuno che addirittura invoca l’intervento di Giorgia Meloni, agevole asserire che il popolo chiedere risposte alle istituzioni. Quelle politiche, chiamate ad intervenire su quelle calcistiche. Grandina su Gravina che, come spiegato, non si dimetterà. Aspetta la decisione ed il confronto del Consiglio Federale, in programma solo prossima settimana.
Intanto però allo scoperto esce Abodi, che attacca direttamente il presidente della FIGC, già in mattinata a margine di “Città dei Giovani 2026” quando, incalzato, sottolineerà:“Impossibile far finta di niente. Veniamo da 20 anni di esperienze negative. Anni fa Abete e Tavecchio rassegnarono le loro dimissioni, qualcuno deve prendersi le sue responsabilità. Invito Buonfiglio a prendere le scelte più opportune. Il calcio italiano è da rifondare”.
Come se fosse bastato, poco più tardi arriverà anche la nota ufficiale del Ministro dello Sport: “Il calcio italiano va rifondato e questo processo deve ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC. Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio. Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc. Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport. Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale”.


