Se si parla di Messi o Ronaldo, per numeri, si parla di marziani. Si parla di campionissimi, icone ma soprattutto mostri pluri-generazionali: gesta di un duello che ha abbracciato papà e figlietti, durato un ventennio. I quali, prima di sbarcar sul viale del tramonto, ambiscono all’ultimo Mondiale. Se Messi non ha ancora sciolto le riserve ma è quello l’obiettivo, Ronaldo continua a mostrare sui social tutte le fatiche per recuperar dall’ultimo infortunio ed arrivare al massimo alla competizione oltreoceano.
Parliamo di due dei più grandi di sempre che ambiscono, pensate, al sesto Mondiale della loro infinita carriera. Ma nelle ultime, a sorpresa, c’è qualcuno che seppur lontanissimo da livelli come questi e chiaramente appartenente della sfera dei terrestri e non quella dei marziani, ambisce dritto dritto ad inseguire lo stesso obiettivo: il sesto Mondiale. Parliamo dell’eterno portiere Ochoa, il messicano, vecchia conoscenza del calcio italiano stesso per aver difeso diversi anni fa la porta della Salernitana. 40 anni suonati, ma ancora voglia di sentirsi protagonista.
L’infortunio di Malagon, settimane fa, aveva spianato la strada. Al Messico serviva un terzo portiere. Chi meglio se non la massima istituzione, uno del popolo: a 40 anni resta una figura di talmente tanta esperienza che non può che far bene a tutto lo spogliatoio. Ecco perché è già stato convocato per gli ultimi test di questa sosta. Tutto lascia presagire che farà parte della lista dei convocati del CT Aguirre anche a fine maggio, entrando definitivamente nella storia.


