C’è una storia andata virale sul web nelle ultime ore che arricchisce folkloristicamente una vigilia che più tesa di questa, vista l’importanza della posta in palio per un’Italia che nel fortino di Zenica si gioca in Bosnia l’accesso ai prossimi Mondiali, davvero non si può.
All’ultima rifinitura della squadra bosniaca, avvistato tra gli spalti arrugginiti del campo d’allenamento un curioso ospite inizialmente quasi indecifrabile. Catturato dalle telecamere bosniache, si presenta con una vasta divisa/cappotto di color militare. Con sé, un telefono. Come a sua volta a catturare le immagini, forse a realizzare qualche video.
Una leggenda che ha tormentato le ultime ore. In tanti hanno ipotizzato fosse una spia lanciata da Gattuso e nazionale italiana. La security ha immediatamente fermato il “non autorizzato”, la Federazione della nazionale Bosniaca ha accusato e denunciato sui social l’accaduto.
In realtà non si trattava di alcuna spia. Si trattava in realtà di un italiano, sì, ma semplicemente un passante intrufolato: la FIGC ha smentito qualsiasi nesso e qualsiasi legame. Incuriosito, s’è semplicemente fermato ad ammirar le giocate dei calciatori bosniaci. Per opportunità, per ricordo.


