L’alba del giorno dopo è difficilissima all’interno del Grande Raccordo Anulare romanista. Perché, come sempre, più che musi lunghi queste sconfitte lasciato tumulto. E per la prima volta si discute Gasperini. Le ultime due settimane giallorosse sono state terrificanti: da quel pari incassato in rimonta così beffardo dalla Juve di Spalletti, è cambiato tutto. Dalla fuga al quarto posto alla sesta piazza, sorpassati da Como e Vecchia Signora; già, ma soprattutto già fuori dall’Europa League per mano del Bologna corsaro a Roma nell’atto secondo del derby europeo.
Per una piazza per tanti aspetti dove quel sentimento e legame mourinhista rimane profondo, qualcuno che a dispetto di campagne domestiche normali aveva fatto vivere notti da sogno in campo europeo al popolo giallorosso, inconcepibile incassare questa mole di gol: quattro dal Bologna e tre dalla Juve, in casa. 11 in due settimane, considerando Como e Genova.
Ecco che oggi si discute Gasperini. Ma Gasp è il primo anno di progetto. I cambi non sono stati giusti così come quelle letture troppo rischiose, squadra sfilacciata ma pur sempre, per spezzar lancia in favore del tecnico, risicata. E siamo solo all’inizio. Se s’è scelto questo percorso, e chi l’ha scelto è Claudio Ranieri, va giudicato a giugno 2027, l’anno del centenario. Non un centimetro prima.


