Alle 11 di stamani l’Italia s’è fermata. Quella dei duemila presenti sul posto per l’ultimo saluto a chi, tra sorriso e valori, quel Bel Paese l’ha reso grande: Alex Zanardi. Qualcuno che ha illuminato generazioni, qualcuno che della Penisola è stato vero e proprio vanto, qualcuno che nonostante tutto in 59 primavere non ha mollato mai. Ecco perché è stato figura d’ispirazione ed anche oggi abbiamo capito perché.
Un vero e proprio fiume di anime. Una processione solenne. Colpita, emozionata, commossa. In duemila, ribadiamo, per l’arrivo del feretro alla basilica di Santa Giustina di Padova, dove stamani si sono celebrati i funerali del compianto campionissimo paralimpico.
Quell’handbike, la sua, storica, posizionata vicino al feretro durante la cerimonia. Momenti toccanti con le parole del figlio Niccolò. Presenti tanti pezzi d’Italia, dal cantante Gianni Morandi e figure dello sport come Domenicali, fino all’atleta paralimpica Vio. Quindi naturalmente le istituzioni, dal ministro Abodi allo stesso Giovanni Malagò.
Forse il momento più emozionante all’uscita del feretro. Grande raccoglimento, quindi applauso scrosciante, ma soprattutto le note “Ti insegnerò a volare (Alex)”: qual colonna più calzante se non la canzone che maestro Vecchioni dedicò proprio ad Alex ormai nel 2018. Se ne va Zanardi, ma la sua luce riecheggerà per sempre.


