Nella notte dell’orgoglio Lazio, forse perisce il Milan. E forse, a questo punto, definitivamente. Perché l’occasione di riaprire davvero il campionato era ghiottissima, tornare a cinque punti di distanza dall’Inter significava giochi non aperti, di più. Invece la sconfitta sul più bello, quando Allegri avrebbe dovuto prendere la scia del derby vinto ed aumentare i giri di motore nella rincorsa ai nerazzurri.
Si resta a meno otto e nell’orbita rossonera fa discutere l’uscita dal campo di Leao. Impalpabile ed inconcludente all’Olimpico, sì, nella versione ombrosa della sua discontinuità, senz’altro, ma in tante occasioni con tagli e movimenti giusti mai serviti dai compagni. Da Pulisic in primis, mai un filtrante sulla corsa per le leve del portoghese che a dispetto del passato, su questo aspetto, è migliorato tanto.
In Italia fa discutere rabbia e gesti di stizza al momento della sostituzione. Frustrazione palpabile, succeduta da storie social che di certo alimentano benzina sul fuoco. In sala stampa, interpellato sull’argomento più tecnico (meno sulla reazione, più sull’effettiva possibilità di servir meglio l’asso lusitano) Allegri ha risposto così:


