Per chi ancora sognasse un ripescaggio più fantascientifico che altro della nazionale italiana ai Mondiali d’America, dovrà probabilmente cessare ogni speranza già di per sé ridotta al lumicino. A spegnere ogni desiderio, per chi ancora fosse speranzoso, ci ha pensato ieri sera direttamente il numero uno della FIFA, il presidente Gianni Infantino.
Che direttamente dal Congresso della Fifa in Canada sottolinea e sottoscrive come l’Iran andrà ai Mondiali. Perché? “Perché dobbiamo unire”. Sarà cura della Fifa garantire alla Federazione iraniana le migliori condizioni a giugno ed ha voluto sottolineare come la nazionale del Medioriente giocherà regolarmente le sue partite come da calendario proprio negli States: quindi Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto.
Insomma, ha rotto gli indugi una volta per tutte. D’altronde l’ipotesi di un ripescaggio azzurro è sempre stata suggestione, ma nulla di concreto in più. Anche perché come abbiamo più volte sottolineato in queste righe ed in queste sedi, in caso di forfait dell’Iran il posto sarebbe comunque spettato agli Emirati Arabi Uniti, ovvero ad un’altra realtà della stessa confederazione, colei che s’è classificata immediatamente dietro nel girone di qualificazione asiatico.
Parole che se vogliamo però stonano con quanto accaduto nei giorni scorsi in Canada. Un caso più unico che raro e passato sottotraccia. A presenziare per l’Iran proprio al Congresso della Fifa ci sarebbe dovuto essere anche Taj, presidente della Federazione iraniano. Ma il rappresentante della delegazione, una volta atterrato in Canada, è stato rispedito al mittente. In quanto per nome dello stato canadese, il suo passato lo legava ad un’organizzazione ritenuta terroristica. Pertanto, tra l’indignazione e le sue furie, Taj è stato rispedito al mittente.


