C’è una giovane promessa di cui più passano le ore ed i giorni in Inghilterra si parla sempre di più. Anche perché soprattutto, ai tempi dei social e del 2026, è diventato talmente moda che il suo numero di followers s’è vertiginosamente moltiplicato nel giro di un paio di giorni. Parliamo di Max Dowman, da record, il marcatore più giovane della storia della Premier League.
Una gran volata come fosse un centometrista e depositar a porta completamente inviolata e sguarnita quel raddoppio dell’Arsenal sull’Everton che metterà una seria ipoteca sul titolo dell’Arsenal, adesso a +9 sul Manchester City (gara in meno) quando manca solo l’ultimo curvone primaverile all’immediato orizzonte. All’ultimo respiro, col portiere avversario dall’altra parte a saltar disperatamente di testa: una controfuga in solitaria quasi cavalleresca e cinematografica, come se le divinità calcistiche avessero allineati gli astri giusti per descrivere la sceneggiatura più clamorosa ed impattante possibile che Max si sarebbe preso.
16 anni e 73 giorni, segno tangibile di quanto e come l’Academy dei Gunners continui a produrre talenti indiscussi di quelli che riescono persino a rinforzare una corazzata già in fuga solitaria per quella Premier che manca dai tempi degli Invincibles 2004, 22 anni fa. Sappiamo quanto le tifoserie britanniche siano particolarmente attaccate ed affezionate ai prodotti del settore giovanile, di chi veste quei colori sin dalla più tenera età: la sua fuga per la vittoria, senza scomodar Pelé, è già storia.


