Da Conad a Carrefour, da Biffi a Barilla: cosa si nasconde davvero nel tuo pesto?
Se dovessimo immaginare il pesto alla genovese penseremmo immediatamente ad una salsa verde e brillante, fresca, che sprigiona profumo di basilico, arricchita con dell’olio extravergine di oliva, pinoli, aglio, sale e formaggi stagionati, in una ricetta scolpita nella tradizione ligure. Quando però il pesto finisce sugli scaffali dei supermercati, confezionato all’interno di vasetti e contenitori...
Un test del Salvagente ha passato in rassegna 14 marche note di pesto alla genovese, valutando ricetta, qualità e presenza di pesticidi e micotossine. Ecco cosa ha svelato l’indagine.
7 Luglio 2025
Se dovessimo immaginare il pesto alla genovese penseremmo immediatamente ad una salsa verde e brillante, fresca, che sprigiona profumo di basilico, arricchita con dell’olio extravergine di oliva, pinoli, aglio, sale e formaggi stagionati, in una ricetta scolpita nella tradizione ligure.
Quando però il pesto finisce sugli scaffali dei supermercati, confezionato all’interno di vasetti e contenitori che vantano lunghi mesi di conservazione, la realtà si discosta da quell’immagine. Il Salvagente, nell’inchiesta pubblicata nel numero di giugno, mostra il volto meno romantico di uno dei condimenti più amati della cucina italiana, attraverso un test eseguito su 14 referenze.
Ecco le 14 marche analizzate
Il test ha messo sotto la lente 14 pesti alla genovese:
Alberti – Bio – Pesto ligure di basilico genovese Dop Barilla –
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