Con una lettera ufficiale e una campagna di affissioni a Roma, l’organizzazione non-profit a sostegno dei diritti animali chiede al nuovo Pontefice di interrompere i legami della Chiesa con la corrida, in nome dell’eredità di Papa Francesco
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Con l’elezione di Papa Leone XIV, l’associazione internazionale per i diritti animali PETA ha colto l’occasione per rivolgere un appello chiaro e diretto: porre fine al sostegno implicito della Chiesa cattolica alle corride, ancora oggi organizzate in onore di santi cristiani.
In una lettera, Ingrid Newkirk, fondatrice di PETA, invita il nuovo pontefice a seguire l’eredità di Papa Francesco – che la stessa organizzazione aveva nominato “Persona dell’Anno” dieci anni fa – prendendo una posizione netta contro la tauromachia. “Faccia ciò che Egli sicuramente avrebbe fatto se avesse avuto più tempo sulla Terra”, scrive Newkirk, “e recida i sacrileghi legami della Chiesa cattolica con la tortura e l’uccisione dei tori per intrattenimento”.
Secondo PETA, sono ancora migliaia gli eventi a sfondo religioso che prevedono l’uccisione ritualizzata di tori in Paesi a maggioranza cattolica, come la Spagna e alcune zone


