Donare frequentemente il sangue fa bene non solo agli altri: potrebbe infatti rafforzare il proprio sistema ematopoietico e ridurre il rischio di contrarre alcune forme di cancro del sangue
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Un recente studio condotto dal Francis Crick Institute di Londra ha rivelato che la donazione frequente di sangue non solo aiuta chi ne ha bisogno, ma potrebbe anche offrire benefici inaspettati ai donatori stessi. Oltre a stimolare il ricambio cellulare, questo processo sembra favorire l’emergere di mutazioni genetiche che possono rafforzare il sistema ematopoietico e ridurre il rischio di alcune forme di cancro del sangue.
Il sangue umano è composto da miliardi di cellule che vengono continuamente rinnovate grazie alle cellule staminali ematopoietiche (HSC). Con l’invecchiamento, queste cellule possono accumulare mutazioni genetiche, alcune delle quali influenzano il loro comportamento.
Tra queste, il fenomeno della ematopoiesi clonale (CH) avviene quando una singola cellula mutata inizia a moltiplicarsi più delle altre, diventando dominante. Sebbene in molti casi questa condizione sia innocua, in alcuni individui può aumentare il rischio di sviluppare malattie del sangue.
L’effetto dell’eritropoietina (EPO)
I ricercatori


