Lo ha detto il microbiologo dell’Università degli Studi di Padova a Notizie.com intervistato da Enrico Camelio. Per l’esperto bisognerebbe rivedere l’accesso ai ristoranti. “I non vaccinati hanno un contributo marginale nella diffusione del contagio”.

Andrea Crisanti, il microbiologo dell’Università di Padova, nelle scorse ore ha rilasciato un’intervista a Notizie.com nella quale ha parlato dell’attuale situazione pandemica nel nostro Paese, che ogni giorno sta facendo registrare numeri record. Soltanto nella giornata di ieri 11 gennaio si sono registrati oltre 220.000 casi di contagio e 294 morti. Cifre, almeno a livello di decessi, che non si vedevano ormai da diversi mesi. Crisanti è stato categorico nella sua intervista.

“Come misura per bloccare la trasmissione i non vaccinati hanno un contributo marginale, la maggior parte dei casi, di questi 120.000 magari o di più, sono i vaccinati, sono loro che contribuiscono in maniera elevata a diffondere il virus” – queste le parole di Crisanti a Notizie.com. L’esperto è stato intervistato da Enrico Camelio. Secondo Crisanti in Italia si è verificato un corto circuito nell’informazione da parte del Governo. Il microbiologo padovano ha spiegato poi che è vero che i non vaccinati si ammalano e a volte finiscono in terapia intensiva, “ma non sono loro la maggiore causa di trasmissione del virus, bensì i vaccinati”.

Crisanti: “Rivedere accesso a ristoranti”

Crisanti h spiegato anche che cosa sta succedendo con l’arrivo della variante Omicron. Il professionista ha fatto sapere che questa nuova mutazione del Covid contagia sei o sette volte di più della normale influenza. Nei vaccinati crea una malattia relativamente breve, mentre nelle persone che non hanno ricevuto nessuna dose di vaccino o che sono vaccinate da più di 4 mesi può causare una malattia grave.

Da quanto fanno sapere gli esperti internazionali, Omicron sarebbe sì più contagiosa, ma causerebbe anche nelle persone non vaccinate una malattia leggermente meno grave. Ma in questo senso si attendono risposte precise dalla scienza, i primi studi sembrerebbero convergere su questa ipotesi.

Per Crisanti la scuola non si dovrebbe chiudere, anche se in questo periodo, in cui la circolazione virale è alta ci potrebbero essere casi di contagio anche negli istituti scolastici. “L’ultima cosa che farei è sacrificare  la scuola, ma la verità è che nessuno ha il coraggio di dire che bisogna rivedere l’accesso ai ristoranti: ahimè, so che è dura ma è la verità” – così ha spiegato il microbiologo. “Se vogliamo diminuire la diffusione del virus bisogna chiudere i luoghi di aggregazione maggiore come gli stadi e soprattutto i ristoranti” – questo il monito di Andrea Crisanti.

 

Fonte: news.fidelityhouse.eu

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