Il 2021 è ormai agli sgoccioli. Sta per concludersi un anno molto intenso, durante il quale non ci siamo fatti mancare davvero nulla: incendi spaventosi, disastri ambientali, stragi di animali e fenomeni meteorologici di portata eccezionale, tra cui violenti tornado e cicloni.

Quello che volge al termine è stato anche l’anno della COP26 (Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici), che ci ha lasciati con l’amaro in bocca perché non ha portato ad azioni veramente concrete a difesa del Pianeta. Sono stati mesi in cui in più occasioni ha gridato aiuto, ma il suo appello è rimasto inascoltato dai leader del mondo.

Per rivivere i momenti più salienti dell’anno abbiamo deciso di selezionare alcune foto più potenti e rappresentative che ci ricordano quanto ancora c’è da fare per preservare la Terra, l’unica casa che abbiamo a disposizione ma che è sempre più malandata.

La Sardegna ferita

olivastro Cuglieri

@Foto Ansa

L’olivastro millenario Sa Tanca Manna di Cuglieri carbonizzato è divenuto il simbolo di una Sardegna ferita dai terribili incendi scoppiati la scorsa estate e che hanno seminato morte e devastazione sull’isola. Questo imponente albero, aveva un fusto di circa 10 metri di circonferenza ed era alto oltre 16 metri e mezzo. Sa Tanca Manna era stato inserito nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. Ma oggi di questa antichissima pianta resta ben poco…

Lo Stretto di Messina, la grande discarica

stretto di messina rifiuti

©Consiglio Nazionale delle Ricerche / Università La Sapienza di Roma

Un’enorme discarica in fondo al mare: È questa la sconcertante immagine apparsa agli occhi dei ricercatori che hanno esaminato i mari della Terra. Uno studio coordinato dagli scienziati dell’Università di Barcellona ha stimato la presenza di più di un milione di oggetti per chilometro quadrato in alcune zone dello Stretto, che rappresenta l’area con la più grande densità di rifiuti marini al mondo. Un primato che non ci fa per niente onore…

L’ultimo abbraccio della “gorilla dei selfie”

Il risveglio del vulcano delle Canarie

vulcano cumbre vieja

@Instituto Geológico y Minero de España/Twitter

Per ripercorrere le tappe del 2021 non può mancare una foto del vulcano Cumbre Vieja delle Canarie, che si è risvegliato improvvisamente lo scorso 19 settembre, a distanza di 50 anni dall’ultima eruzione. Il vulcano ha ormai battuto ogni record: quella attualmente in corso è diventata l’eruzione più lunga mai registrata sull’isola di La Palma. In questi ultimi mesi la cenere vulcanica ha sommerso praticamente tutto e la lava ha distrutto circa 3mila edifici e costretto migliaia di abitanti a lasciare le loro case.

Le otarie “strozzate” da reti da pesca

otaria orsina

@ Namibian Dolphin Project

Una delle immagini più tristi di questo 2021, che ci sbatte in faccia le terribili conseguenze dell’inquinamento, è quello delle otarie orsinde del Capo strozzate da lenzi e reti da pesca sulle coste del Sud Africa. Uno studio condotto qualche mese fa ha dimostrato che un numero molto elevato animali rimasti intrappolati è rappresentato da cuccioli o esemplari giovani, che spesso finiscono con una lenza da pesca stretta attorno al collo. I tassi di intrappolamento sono di 1 ogni 500 animali. E dei 347 animali intrappolati registrati dai ricercatori fra il 2018 e il marzo 2020, solo 191 sono stati salvati e sono sopravvissuti.

Il leone marino e la mascherina

Sign of the Tides

@bigpicturecompetition/Ralph Pace

Un leone marino nelle profondità dell’oceano che si avvicina incuriosito a una mascherina: è l’immagine potentissima, una delle foto vincitrici del concorso BigPicture Natural World Photography 2021, che accende i riflettori sull’aumento dei tassi di inquinamento a causa della pandemia di Covid-19. Mascherine e guanti hanno ormai invaso ogni angolo della Terra, anche i luoghi più remoti.

Catania sommersa dall’acqua

nubifragio catania 26 ottobre

@Twitter

Tra le immagini più drammatiche di questo 2021 ci sono quelle che mostrano Catania sommersa dall’acqua a causa dei violenti nubifragi, che hanno colpito la Sicilia e la Calabria a fine ottobre, mietendo anche tre vittime. In pochissimo le strade del centro storico di Catania si sono trasformati in fiumi in piena, seminando paura e distruzione in negozi e persino ospedali. E la furia dell’acqua ha trascinato via diverse auto e altri veicoli. Nel giro di 72 ore è stata superata la straordinaria soglia dei 600 mm di pioggia. Ma ciò che è accaduto, purtroppo, è soltanto uno dei numerosi “effetti collaterali” della crisi climatica in atto…

Un mare di sangue Fær Øer

mattanza globicefali faroe

@Sea Shepherd

Le immagini della mattanza dei cetacei arrivate dalle Isole Fær Øer sono un pugno allo stomaco. Mostrano decine di globicefali e delfini uccisi in maniera cruenta sulle coste delle isole dove ogni anno si ripete la tradizionale mattanza che prende il nome di Grindadráp. Quella avvenuta a settembre del 2021 è passata alla storia come una delle peggiori stragi di delfini e globicefali di sempre, con un tragico bilancio di circa 1500 cetacei uccisi. Le immagini delle acque dell’oceano insanguinato hanno fatto il giro del mondo, provocando un’ondata di indignazione in tutto il mondo.

Il peggior disastro ambientale dello Sri Lanka

micro plastiche sri lanka

@MEPA

Lo scorso maggio lo Sri Lanka ha dovuto fare i conti con il peggiore disastro ambientale di sempre, provocato da un incendio scoppiato su una nave che trasportava 25 tonnellate di acido nitrico (HNO3), utilizzato nella produzione di fertilizzanti ed esplosivi, e tre contenitori di pellet di plastica, ciascuno del peso di 26 tonnellate. Dopo l’incidente, la situazione è apparsa subito fuori controllo e sui social sono circolate le immagini delle spiagge inondate di minuscole palline di plastica (chiamate “nurdles“) e di animali morti, tra cui delfini e tartarughe marine. Secondo le autorità che si occupano di protezione marina, l’inquinamento causato da questo incidente provocherà ingenti danni a cui il Paese dovrà far fronte per diversi anni.

La città del Kentucky spazzata via dai tornado

Tornado usa

Sembra l’apocalisse, ma è soltanto una delle tante foto arrivate dal Kentucky dopo il passaggio dei violentissimi tornado, che hanno raso al suolo il centro della cittadina di Mayfield, popolata da 10mila persone. Qui i giganteschi vortici d’aria hanno seminato distruzione e provocato decine di vittime. Di fronte a questo scenario spaventoso la sindaca Kathy O’ Nan ha dichiarato che ciò è rimasto di Mayfield sembra “un cumulo di fiammiferi”.

Purtroppo, questi eventi catastrofici sono destinati a diventare sempre più ricorrenti a causa della crisi climatica in atto.

 

Fonte: greenme.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *