Ogni uomo sa una cosa, in particolare se non propriamente bello, ovvero che, con la notorietà, arriva sempre un po’ di fica.

È, per così dire, un assioma. Se poi sei bello, beh, ci sei già abituato. In quel caso, semplicemente, aumenta in modo esponenziale. Ma, pure se non sei propriamente piacente, qualcuna giungerà comunque, per forza, proprio come se ti dovesse capitare una vincita sostanziosa o, per carambola, una fortuna ti cadesse tra le braccia.

Non parlo a sproposito e so quel che dico. Dopo qualche romanzo e centinaia di articoli pubblicati qui e lì, pure un orso come me, eremita presso “l’isola de’ Sardi”, come la chiama Dante, ha racimolato un giro di femmine che altrimenti si sarebbe solo sognato.

Molte sono venute, alcune addirittura tornate più volte. Una – che Dio la benedica – mi aveva proposto, durante una video chiamata, di ripresentarsi con un’amica, mentre lei e la tizia si tiravano giù i leggins per mostrarmi due patatine dal pelo sagomato con geometrica perfezione. Per non parlare di una madre di famiglia, con due figli, dal culo singolarmente tonico – una che fa anche spettacoli teatrali contro la violenza sulle donne –, che premetteva: “A letto, però, voglio che mi tratti male, che mi tiri due sberle e mi chiami ‘puttana’”. Manco a dirlo, per quanto in mio potere, ho cercato di servire la Patria nel migliore dei modi e, come dice il poeta, “lo spettacolo fu avvincente e la suspense ci fu davvero”.

Io, ovviamente, sono nessuno, un Odisseo di provincia. Figurarsi un Mr. Big, per usare il suo nome di scena, al secolo Chris Noth, noto protagonista della serie Sex and the City, accusato da due tipe, in occasione del reboot del noto programma, di essere state da lui violate, rispettivamente una a Los Angeles nel 2004 e l’altra a New York nel 2005.

Sì, certo, come no! Me lo immagino un maschio di quella caratura e successo che fa violenza a una per averla, mentre non riesce neppure a uscire per strada perché lo fermano a centinaia, disponibili anche a succhiargli il cazzo di fronte alla folla che applaude come al cospetto di un match di box. Ma fatemi il piacere!

La verità è che la situazione, grazie al femminismo e alla sua metastasi, il me too, è totalmente sfuggita di mano. Ogni sciroccata ti può accusare, a distanza di 15 anni, sputtanandoti a livello mondiale e facendo ricadere su di te l’onere di provare il contrario, di smentire la sua voce per quanto fantasiosa questa possa sembrare.

Pensate che anche Bob Dylan è stato accusato di recente, per un fatto che sarebbe del 1964. Tra un po’, qui, risaliremo all’anteguerra con le illazioni e nonna Pina accuserà la famiglia Mussolini, sostenendo che la Buonanima l’abbia chiavata a Palazzo Venezia nel lontano ’27. Veramente, è il delirio.

No, non si può più vivere tranquilli. La narrazione vittimistica dominante sul genere femminile ha dato la stura a situazioni che, se non fosse per il clima da caccia alle streghe che generano, sarebbero più comiche di un B movie.

Bisogna fermare la follia di questo branco di pazze, ristabilire un ordine. Poter denunciare una violenza a distanza di anni, per esempio, salvo che in rarissime eccezioni, dovrebbe essere proibito, altrimenti qualsiasi squilibrata insoddisfatta potrà tenere per le palle un pover uomo, a vita, per una scopata su cui ha mutato opinione per un inspiegabile colpo di testa.

Davvero, il genere maschile dovrebbe ribellarsi a questo scempio della razionalità. Io ve lo dico, se continua così, verrà fuori che Valentina Nappi l’ha dovuta dare per fare i suoi filmacci porno e che, se ti sei fatto una sega guardandola, anche tu hai abusato di lei.

Matteo Fais

Fonte: Il Detonatore.it

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