Dal 1 gennaio 2022 sarà vietato allevare animali da pelliccia in Italia. Messa al bando la crudeltà verso i visoni.

L’Italia vieta gli allevamenti di animali da pelliccia. La Commissione Bilancio del Senato ha approvato l’emendamento alla Legge di Bilancio 2022 della senatrice De Petris (Leu) e altri senatori, voluto dalla LAV, che mette al bando gli allevamenti di animali allo scopo di produrre pellicce.

Come in molti altri Paesi in Europa, principalmente per motivazioni etiche e di benessere animale, e poi come misura anti-Covid ed evitare ulteriore diffusione del coronavirus Sars-CoV-2 e nuove varianti, anche in Italia a partire dal prossimo 1° gennaio sarà vietato allevare animali da pelliccia. “Una vittoria storica, alla quale abbiamo lavorato per molti anni, avvenuta grazie all’approvazione della Legge di divieto di allevamento in Italia che abbiamo proposto dal 2011, ripresa nell’emendamento” spiega la LAV.

L’emendamento permetterà anche di salvare 7039 visoni riproduttori presenti a oggi negli ultimi cinque allevamenti in funzione fra Lombardia, Emilia-Romagna e Abruzzo, dopo che per tutto l’anno in corso l’attività era stata sospesa dal Ministro della Salute per prevenire la diffusione di Covid da e verso gli animali.

Messa al bando la crudeltà verso i visoni
LAV aveva da subito monitorato l’evoluzione dell’epidemia e lanciato la campagna #EmergenzaVisoni al fine di rappresentare alle Istituzioni la necessità di vietare per sempre questi allevamenti, inaccettabili e insostenibili per gli animali e per la salute pubblica.

Dopo un primo importante traguardo, l’Ordinanza ministeriale di temporanea sospensione degli allevamenti (ossia divieto di riproduzione dei visoni) sino al 31 dicembre 2021 ha consentito di evitare la nascita di 40mila visoni altrimenti destinati a diventare pellicce, nonché di ridurre significativamente il rischio di formazione di nuovi focolai dopo quelli già intercettati in due allevamenti. Ora è arrivato il traguardo finale: il divieto permanente agli allevamenti di animali per produrre pellicce.

“L’Italia è un Paese più civile, abbiamo messo la parola fine a un’industria crudele, anacronistica, ingiustificabile che non ha più motivo di esistere in una società dove il valore di rispetto per gli animali, in quanto esseri senzienti, è sempre più diffuso – dice Simone Pavesi, responsabile Area Moda Animal Free – . Oggi inizia una nuova epoca di civiltà, nella quale i nostri figli avranno difficoltà a credere che un tempo gli animali venivano allevati per poi strappare loro la pelliccia”.

 

Fonte: fanpage.it

 

 

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