Qualche giorno fa lessi un articolo intitolato “capire i no-vax”, dove l’autore, sforzandosi di capirli, in realtà giungeva alla solita conclusione demofobica e anticomplottistica, dunque la consueta polpetta perbenistica.

Io invece ne voglio scrivere un altro: “Capire i vaccinisti”. Che distinguo bene dai vaccinati, perché tra questi ultimi c’è gente che questa scelta l’ha subita perché, di fatto, obbligata. E che non solo non è contenta di averla fatta, ma ne sta subendo pure le conseguenze sul piano fisico.

Di come la divisione sia precedente rispetto al covid, scrissi in tempi non sospetti. Ma fino a quando il covid non era comparso nelle nostre vite, io ai miei avversari riconoscevo moltissime attenuanti. Ora che però, costoro sponsorizzano limitazioni che entrano anche nella sfera dei miei interessi, non gliene concedo neanche una. Rimane però la volontà di capire cosa li animi, con lo stesso spirito di quando diagnosticarono il morbo di Parkinson a mio padre e allora, senza con questo diventare un simpatizzante di quella orrenda malattia (che peraltro non è un essere vivente ma una semplice degenerazione di alcune funzioni organiche) curiosavo nei vari siti sul tema. Conosci il tuo nemico.

Di base il vaccinista di oggi è l’anticomplottista di ieri, l’altra faccia del complottista. Ma anche peggiore.

Perché se il complottista perlomeno cade in un eccesso di spirito critico, mostrando comunque una reattività di fronte agli eventi, l’anticomplottista fa anche peggio: si addormenta.

Dinnanzi agli avvisi che la logica gli invia, questi decide di pensare che al mondo non ci siano individui predisposti alla malvagità. E dunque adotta il semplicismo come stile di vita, l’idea che qualunque cosa accada, sia frutto di procedimenti del tutto conseguenziali e privi di retrospettive dietrologiche. Cosa che in alcuni casi anche è. Ma non sempre. Perché anche se la storia non si riduce a complotto, la storia è anche complotto. Ma qui ci interessa qual è il meccanismo che conduce all’anticomplottismo.

Vi ho già detto del malore che ha avuto la madre di mia figlia, controvoglia vaccinatasi pena il licenziamento. Nonostante fosse in buona salute, da quando si è vaccinata non sta bene. Ha avuto un’emorragia cerebrale, che per fortuna si è rivelata molto più lieve del previsto, è stata dimessa ed è già ritornata a fare le sue cose. Ma non sta più bene. E la cosa più clamorosa e oscena è che, tra coloro che spingevano a vaccinarla, nessuno si ponga nemmeno il dubbio che la causa possa essere il vaccino.

Cercano di convincerla – senza ricavarne alcun tornaconto ed è qui il dato su cui fare le nostre riflessioni – che la causa possa essere l’ansia, che lei fosse già predisposta e via discorrendo. La domanda non è se sia vero. Certo, è tecnicamente possibile anche se altamente improbabile che il suo malore sia una coincidenza.

Il punto però è un altro: perché escluderlo con tanta animosità? La risposta è solo una e si chiama codardia.

Spiego. Contrariamente a ciò che molti sostengono, io sono convinto che esistano milioni e milioni di persone che hanno capito la truffa.

Sono convinto che tra gli anticomplottisti e gli integralisti del vaccinismo ci siano moltissime persone che vedono qualcosa di strano. E che questi si annidino soprattutto tra coloro che ci appaiono intolleranti e aggressivi. Come se loro volessero scacciare i morsi della coscienza.

Se esistesse davvero un piano per ridurre la popolazione, per schiavizzarla, per distruggere i diritti, per portare via le loro case, tutto questo comporterebbe una reazione che a sua volta metterebbe in discussione il proprio personale piccolo mondo antico. Cosa che richiede coraggio. E che non tutti posseggono. C’è chi si dà all’eversione, chi come me, Fais, Cavaliere e altri, apre un magazine. Chi sui social fa la sua battaglia. Chi medita vendetta.

E poi c’è chi invece vuole illudersi che la vita sia un dono dall’alto, che i diritti di cui gode siano concessi dalla grazia divina e non siano invece frutto di lotte sanguinose, di avi che hanno perso la vita per consentire loro di vivere in un benessere delle cui origini il nostro codardo non ha la minima conoscenza. E dunque dubita di chiunque gli dica che c’è un nemico pronto a fargli la pelle. O magari lo sa anche ma, avrebbe detto Montanelli, affetto da calvinismo a rovescio, crede nella predestinazione alla disgrazia e dunque che col nemico ci si possa coricare.

Per tutti costoro, il complottista è una sciagura perché, in quanto tarlo che erode le fondamenta del centro di gravità permanente del nostro codardo, gli ricorda il pericolo che corre, cercando di illuminarlo sulla presenza di individui senza scrupoli pronti a portargli via tutto: i suoi diritti, i suoi denari, il suo futuro e il suo passato. E allora il nostro codardo preferisce credere, di volta in volta, a tutto ciò che viene dagli organi di informazione, senza neanche lontanamente sospettare alcuna tipologia di conflitto di interessi.

Il covid segna una linea di demarcazione tra chi ha capito cosa stia accadendo e chi ha un così disperato bisogno di aggrapparsi alla sua illusione di normalità, da accettare continue punture, continue riduzioni della propria libertà.

Proprio come capita a chi cade vittima di un manipolatore che fino a quel momento si comportava da benefattore ma che adesso inizia a togliere un pezzettino alla volta il nutrimento alla vittima: la quale, ignara del meccanismo perverso, glielo concede, senza neanche immaginare il piano del suo carnefice.

In sintesi, un confine netto tra chi ha scelto di svegliarsi e di lottare. E chi in fondo vuole dormire, forse illudendosi che tutto sia un brutto incubo dal quale presto svegliarsi. O forse avendo capito tutto, ma preferendo morire senza soffrire.

E anche questa è una scelta di campo.

FRANCO MARINO

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