“La mira madre in poveri panni il figliol compose
e nell’ umil presepio soavemente il pose.”
Alessandro Manzoni

Da tempo immemore il presepe si è evoluto a laboratorio di creatività e in tanti si dedicano a reinventare questo importante lascito della nostra tradizione religiosa mettendo in scena paesaggi, ambienti, personaggi e animazioni che ingaggiano lo spettatore in un rapporto di meravigliata complicità.

Giovanni Arzilli è un manager ENEL, nativo di Soriano nel Cimino, residente a Roma che non ha mai tagliato il cordone ombelicale che lo lega al gioiello cimino e quando torna ci tiene a saldare il suo debito di riconoscenza.
Il suo modo di manifestare questa riconoscenza è davvero particolare: dedicare al suo paese un presepe.
Ma i presepi che realizza Giovanni Arzilli non sono comuni presepi; Giovanni mette in scena una macchina narrativa fatta di pezzi ottenuti lavorando a mano materiali altamente plasmabili, come il sughero grezzo locale, che restituiscono una verginità e un’appartenenza che non si può che qualificare poetica.
Se volete apprezzare l’estro creativo di Giovanni vi dovete avvicinare e sbirciare attraverso porte e finestre negli interni delle casette dove scorgerete mobili, scaffali, utensili poggiati su mensole incredibilmente miniaturizzati e attendibili. Un’incantata Arcadia ricostruita in uno spazio di pochi metri, distillata in un fermo immagine che riempie gli occhi.

Giovanni Arzilli si è preso anche la libertà di derogare dalla fedeltà filologica collocando nello scenario una riproduzione del Castello Orsini che, esattamente come nello skyline sorianese, troneggia in alto; quasi una metafora della cometa mandata a indicare la via ai cercatori di verità.

Per la felicità del titolare Massimo Mechelli e dei suoi clienti, Giovanni Arzilli ha realizzato una riproduzione in scala del suo presepe originale nel ristorante “La Baita”, alla faggeta di Soriano, a pochi chilometri da Viterbo.
Se circolate da quelle parti potete gratificarvi di un’amabile avventura sensoriale.

One thought on “La Tuscia che non ti aspetti: a Soriano la palma della creatività del presepe”

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