Non uno ma ben 10 Stati negli Usa hanno imposto lo stop all’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari. E’ la seconda sconfitta consecutiva per Joe Biden sul tema, dopo che una corte federale d’appello di New Orleans ha messo un freno allo stesso obbligo nelle aziende che impiegano almeno 100 dipendenti.

Un giudice federale, infatti, ha bloccato in 10 Stati l’obbligo di vaccino imposto dal governo Biden agli operatori sanitari. La ragione? Ritiene che l’agenzia che l’ha imposto abbia abusato della sua autorità. Matthw Schelps, giudice distrettuale di St Louis, ha vietato ai Centers for Medicare and Medicaid Services (Cms) di applicare l’obbligo finché la corte non potrà analizzare nel dettaglio le controversie legali promosse dai 10 Stati: Missouri, Nebraska, Arkansas, Kansas, Iowa, Wyoming, Alaska, South Dakota, North Dakota e New Hampshire.

“In verità, l’impatto di questo mandato va ben oltre il COVID”, ha scritto Schelp, come riportato dallo Springfield News Leader. “Il CMS cerca di superare un’area di autorità statale tradizionale imponendo una richiesta senza precedenti di dettare a livello federale le decisioni mediche private di milioni di americani. Tale azione sfida le nozioni tradizionali di federalismo”. Non solo: Schelp ha anche definito l’obbligo “arbitrario e capriccioso”, sostenendo che il CMS “non ha prove che dimostrino che lo stato di vaccinazione ha un impatto diretto sulla diffusione del COVID” nelle strutture sanitarie analizzate; l’agenzia ha principalmente indicato i dati delle strutture di assistenza a lungo termine a sua difesa. Una bocciatura vera e propria per il democratico Biden che trova sulla strada del vaccino obbligatorio ancora qualche voce dissidente – e molto potente.

 

Fonte: ilparagone.it

 

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