Nel 1935 eravamo “Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori”, ma l’acume del figlio del fabbro di Predappio giammai ci catalogó come un popolo di…”investigatori”.

Giá, in fondo lo stivale italico è terra di grandi misteri giudiziari insoluti, quelli che negli USA sono i ‘cold case’, per i non anglofoni, o para-albionici, i delitti irrisolti, talora oggetto di rinnovato interesse. I non più giovincelli ricorderanno il caso di Wilma Montesi, che travolse la corrente DC del potentissimo Attilio Piccioni (siamo nel 1953), inguaió il figlio Piero (notissimo musicista), il marchese Ugo Montagna ed il questore di Roma Saverio Polito, grattando il pancino dell’Italia bacchettona post-bellica.

Ovviamente, al processo di Venezia aperto il 21.01.1957, tutti assolti il 28.05.1957, ma con spunti persino comici, nella tragedia, quando emerge addirittura un’ipotesi di morte per ‘Sincope da pediluvio’ (la giovane fu rinvenuta cadavere sulla spiaggia di Torvajanica), quando in effetti l’intera vicenda ruotó spudoratamente attorno ad uno dei tanti festini, tutto sesso e droga fin da allora, con attori volti assai noti del bel mondo romano, ed al malore fatale, per un mix di alcool e droga, della bella Wilma, poi trasportata su quel lido ove la ritrovarono.

Nè gli inquirenti, nè le numerose inchieste giornalistiche riusciranno a far luce su quanto in realtá avvenne……, o non si volle.

 

Nell’agosto del ‘90 il caso di Simonetta Cesaroni: sul suo corpo saranno contate ben 30 ferite da arma da taglio, attendibilmente un tagliacarte. La ritrovano nell’ufficio del civico 2 di via Poma ove lavorava come segretaria. Nel corso degli anni si sono ipotizzate varie piste investigative, ben 4 via via gli accusati, uno forse suicida, per finire in un nulla di fatto.

Pari pari ad Emanuela Orlandi: qui addirittura manca il cadavere, ma la quindicenne figlia di un Commesso Prefettizio della Casa Pontificia è ‘evaporata’ dal 22.06.1983. In 40 anni sono state partorite le trovate più geniali: dai Lupi Grigi di Alì Agca al cardinal Marcinkus, dallo IOR a Calvi, al Banco Ambrosiano fino alla banda della Magliana ed a Renatino De Pedis. Risultati? Nessuno.

Ed è in questi giorni che si torna a parlare del caso Attilio Manca, probabilmente non si è smesso di parlarne da quando fu rinvenuto cadavere nella sua abitazione di Viterbo l’11.02.2004. Ecco che arriviamo nella Cittá dei Papi! Attilio era un brillantissimo urologo, appena 34enne, da poco in forza all’Ospedale di Belcolle. In un batti e ribatti ombroso tra Autoritá inquirenti e la famiglia, la morte è ad oggi ascritta ad una overdose di eroina. Sì, accettiamo i dati tossicologici, ma nessun Sherlock Holmes è riuscito a spiegare, con motivata nozione di causa, come possa un ‘mancino puro’, quale era il dottor Manca, autoinocularsi la dose mortale sul polso sinistro!!!

Il tossicologo Salvatore Giancane è stato da pochissimo ascoltato in Commissione Parlamentare Antimafia e tante sono le eccezioni sollevate, plausibili e logicamente, sotto il profilo scientifico, corrette.

Un assuntore abituale di eroina? Così sprezzantemente si è arrivati a definire l’ottimo professionista che aveva importate tecniche innovative di chirurgia urologica dall’estero. Strano, tuttavia, che sul suo cadavere non ci sia traccia di altre venipunture!! Consumatore occasionale?

Siamo seri per favore, l’eroina ti trascina via e ti rende dipendente!! E che dire delle siringhe rinvenute sulla scena del crimine regolarmente rincappucciate e prive delle sue impronte? E poi, quell’esame esterno del cadavere….: ambigue contraddizioni su determinati orari circa l’effettivo intervento della Consulente della Procura: giunse alle 14 o alle 11:45? Tra i verbali della Polizia e la relazione del Medico Legale i riferimenti cronologici stridono tra di loro.

E tante, troppe ‘stranezze’, molto tecniche e proprie della tanatologia forense, peraltro accennabili: il mistero delle ipostasi (il sangue che si deposita nelle parti declivi del corpo), la posizione del cadavere (se le ipostasi sono sul volto, come possono essere anche sulle spalle ?), la rigiditá cadaverica (da un lato elementi utili a dedurre che il decesso avvenne anche nelle 12 ore precedenti, dall’altro si ravvedono invece ‘altri’ elementi per dichiarare Manca deceduto da pochissime ore).

Vogliamo glissare sull’ecchimosi dei testicoli (non descritta all’autopsia), sulla deviazione del setto nasale, su quel lago di sangue nell’appartamento ove lo trovarono (mai chiarito perchè)? Verosimilmente discutibile, per mera opportunitá, la stessa scelta del Consulente del PM, allora Direttore della Medicina Legale della ASL Viterbo nonchè consorte del primario urologo dell’Ospedale di Belcolle.

Insomma, il sipario non è calato sul caso Manca, la posta in palio è grossa, l’ombra di Provenzano aleggia, ovvero qualcosa di sordido che investe la Cupola ed il Colle (sul punto ci fu un contatto tra Napolitano e l’allora Procuratore Capo)…., forse, chissà, puó essere….!!!

Vedi il caso di Ustica:27.06.1980, 81 morti, 41 anni di supposizioni, o l’omicidio di Meredith Kercher (01.11.2007), con Sollecito e la Knox colpevoli, non colpevoli, ancora colpevoli, poi finiamola lì, assolti definitivamente nel 2015.

Solo l’ivoriano Rudy Guede si è fatti 16 anni, diversi a Mammagialla, per “concorso in omicidio con ignoti”.

Oggi è libero. Ope legis dovrebbe essere espulso dall’Italia, ma si è aperta la catena della solidarietá.

È partita la richiesta di protezione internazionale, anche se nel 2007, all’epoca del fatto, il Guede aveva il permesso di soggiorno scaduto, una vita movimentata alle spalle ed un’ altra condanna ad 1 anno e 4 mesi per due furti: in poche parole doveva essere rimpatriato.

Così vanno le cose, anche in terra di Tuscia, sempre sul pezzo, mai domi, mai paghi: in prima pagina o non se ne fa niente.

By John Wick

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