Viterbo: La trasmissione di ieri sera, nonostante il disguido tecnico, mi è sembrata nei contenuti di uno spessore diverso alle pur ottime precedenti.

Tralasciando i punti fermi e saldi, come il simpatico duo di conduttori, Lucio Matteucci e Mattia Ugolini e la rubrica curata da un ispiratissima Daniela Proietti, gli ospiti di ieri sera hanno dato un contributo essenziale nello sviluppo di tematiche nazionali e locali da comprendere appieno.

Interessante l’intervento dell’imprenditrice agricola, che ha riproposto il dualismo covante sotto il tema della produzione biologica, tanto ricercata e auspicata quanto soggetta a costi e controlli che spesso ne determinano un prezzo, all’utente finale, non in linea con quanto presente sul mercato.

Il tema della violenza sulle donne è tristemente sempre più attuale. Non compete certo a me l’analisi di esso, ma l’intervento della docente dell’istituto scolastico superiore ha chiarito come da subito sia la scuola, insieme alla famiglia, l’istituzione che spalleggia le giovani nel valutare già dai primi approcci anormali quando questi celano una gelosia o un senso di possesso insano. Anche l’assessore ai servizi sociali, donna e madre, ha ribadito quanto l’amministrazione comunale sia impegnata sul versante della tutela dell’universo femminile dagli abusi ad esso perpetrati.

Infine non si può evitare di riconoscere alla “guest star” della trasmissione Giovanni Arena, Sindaco di Viterbo, come sia stata appassionata la sua spiegazione riguardante gli interventi che l’amministrazione locale da lui guidata si trova giornalmente a gestire.

In effetti il cittadino italiano è abituato a scaricare sull’amministratore di turno disagi che magari si è ereditati da epoche precedenti. Inoltre, mediamente, ogni italiano si ritiene sempre il miglior medico, il miglior politico, il miglior allenatore di calcio e il miglior amante mai comparso sul patrio suolo.

Il Sindaco ha chiarito come governare e fare buona politica, fare il bene pubblico, sia un esercizio di ricerca estenuante dell’equilibrio tra più istanze.

Ciò premesso, è doveroso che l’amministrazione possa svolgere nei tempi giusti, con affidabilità e fiducia da parte del cittadino, l’azione politica necessaria per il bene della città.

Un solo consiglio, semmai, al Sindaco. Le domande che i cittadini pongono sono chiare, cristalline, e tali debbono essere le risposte dovute.

Per cui gli interventi sulla viabilità si fanno con previsioni nel tempo, e non tutti insieme quando ormai la situazione è in emergenza se non al collasso.

In tema di anagrafe, è normale che ora si adotti un provvedimento urgente e importante per smaltire le pratiche: ma era necessario arrivare al punto di far prenotare all’utente, su un’apposita app, un appuntamento che sanerà in “soli” 45 giorni il problema del rinnovo di una carta di identità?

Gli operatori comunali devono poter lavorare in sicurezza e serenità, ma il cittadino può essere aiutato in tempi diversi?

Se è vero che il Covid è stato un problema per tutti, ed anche per gli uffici, è pur vero che a Catania o a Reggio Calabria oppure a Firenze i rispettivi comuni erogano il documento d’identità in 3 giorni (dati del Ministero, verificabili).

L’amministrazione si impegna e lavora, questo lo abbiamo capito: ma il cittadino non è stupido.

Per questo magari qualche guascone si pensa di poter chiedere quale davvero è il partito, o il fronte politico, che governa Viterbo. Perché non proprio a tutti basta la risposta che ora si sta intervenendo quando tutta Viterbo è un cantiere, quando all’improvviso si è compreso che piante secolari erano pericolanti e stavano distruggendo la pavimentazione stradale di mezza città.

Il cittadino vuole forse sapere chi è il vero soggetto politico che guida un sistema sempre in azione ma mai in grado di risolvere definitivamente i problemi.

Se le rotatorie sono imbuti senza uscita, se la Cassia Nord e via Garbini sono percorribili solo in tempi biblici misurabili a rintocchi di campane, se c’è scarsa manutenzione del Cimitero, se l’impianto termale non parte, se un aeroporto (utile o meno che sia) lo si vede solo attraverso uno scheletro, se il Centro Storico non è opportunamente valorizzato, se l’area industriale del Poggino è il sacrario di gomme ed ammortizzatori, se il mercato è un’entità itinerante, se fare cultura è difficile, se gestire il verde è un impegno che svolgono sempre più spesso i volontari, se gli autovelox (con tutto il parco di viabilità urbana esistente, circa 400 km come ha ricordato il Sindaco) sono stati posizionati sull’unica strada che conduce all’ospedale di Belcolle, se la bolletta dell’acqua è raddoppiata, se è salita del 33% la tassa sui rifiuti, se La Quercia o Bagnaia sono a tutti gli effetti più vicine al comune di Vitorchiano, se il quartiere Santa Barbara è transitabile con l’ausilio solo di un navigatore satellitare che, alla fine stremato, ti fa girare in tondo sullo stesso punto, se parti di scuole comunali non sono agibili causa radon o interventi strutturali mai completati, se insomma per questi ed altri problemi il cittadino volesse sapere a chi non dare più fiducia, si può dare una risposta convincente?

La gente è ignorante, Sindaco. Non stupida.

P. S. : Amo Orietta Berti. “Quando sei arrivato ti stavo aspettando
Con due occhi più grandi del mondo
Quante stelle ci girano intorno
Se mi porti a ballare
Labbra rosso Coca-Cola
Dimmi un segreto all’orecchio stasera
Hai risolto un bel problema e va bene così
Ma poi me ne restano mille
Poi me ne restano mille…”

Andrea Redi

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