Durante la penultima puntata della terza stagione della serie “Il Cacciatore” (“Caccia invisibile”) è passato inosservato ai più un dettaglio assai importante.

Pietro Aglieri è a tavola con l’allora capo di Cosa Nostra Bernardo Provenzano e un picciotto, Davide, candidato a diventare uomo d’onore. A “Zio Binnu” piace questo ragazzo e propone ad Aglieri di “pungerlo”, “ma prima” dice Provenzano “mi devi dimostrare che sei disposto a dare tutto anche per me, e non solo per iddu”. “Quel medico che mi operò a Marsiglia è un picciotto di Siracusa. Uno bravo sa. Sempre in giro per il mondo. Però qualche volta a casa ci torna. La prossima volta voglio che ci fai visita. Perché io non lo so se ha capito chi ero, ma nell’incertezza…”.
Vossia” risponde il ragazzo “ci dice che…”. “Che lo devi ammazzare si” risponde Provenzano.

Ecco il dettaglio. Una battuta di poche parole che ci riporta immediatamente ad un altra vicenda su cui ancora non si è ancora fatta luce.
Un nome: Attilio Manca, il giovane urologo siciliano ritrovato cadavere nel suo appartamento a Viterbo il 12 febbraio 2004. Una vicenda che porta ancora addosso i segni dei depistaggi e delle delegittimazioni. Una morte, quella di Attilio, su cui non si è mai voluto indagare fino in fondo. Tornando alla scena in cui si fa riferimento alla sua operazione a Marsiglia viene spontaneo chiedersi se ci siano mai state delle indagini nel merito. Chi è stato il medico che ha operato Provenzano? E chi erano gli uomini che lo accompagnavano?
E, senza essere blasfemi, chi è il Gesù Cristo con cui “zio binnu” parla a Roma?

In molti forse non se ne sono accorti della storia che si cela dietro a quello che sembrava un semplice scambio di battute. Ma una persona certamente si. La madre di Attilio, Angela Gentile (in foto), la quale ha scritto sulla sua pagina Facebook: “Mi stanno telefonando o inviando messaggi in molti per dirmi che nell’ultima puntata del Cacciatore si parlava di un medico che ha visitato Provenzano e poi è stato ucciso. Purtroppo la notizia non interessa a nessuno, neanche a quei giornalisti che fanno inchieste di mafia. Ma io continuo a sperare nella verità. Non è possibile che dei mafiosi assassini possono farla franca per sempre. Mi hanno ucciso un figlio, ci hanno fatto vivere nel dolore, hanno condizionato con le loro azioni malvagie la nostra vita. Io credo fermamente che pagheranno, magari quando meno se lo aspettano”. Ad oggi le indagini sulla morte di Attilio potrebbero nuovamente trovare un nuovo inizio grazie alle testimonianze di un nuovo collaboratore di giustizia. E’ in dettagli come in quello presentato che si nasconde la verità sulla morte del giovane urologo siciliano. Dettagli che troppe volte sono stati ignorati.

Guarda la puntata: raiplay.it/video/2021/11/Il-Cacciatore-S3E7

Fonte: Antimafia Duemila.com

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