Non bastava la crisi economica. Adesso ci si mette anche il fisco e la scadenza per il pagamento delle cartelle fiscali di rottamazione. E le imprese vanno in tilt.

«Entro il 30 di questo mese bisognerà saldare in un’unica soluzione tutte le cartelle di rottamazione, altrimenti decade il diritto al beneficio, chiamiamolo così. Sono giorni roventi per chi fa impresa, considerando che a novembre coesistono ben 233 scadenze fiscali». Lo ha reso noto Paolo Bianchini, presidente dell’associazione di categoria MIO Italia, Movimento Imprese Ospitalità. «Non bastava il caro-materie prime, con il conseguente caro-bollette, più il relativo effetto domino degli aumenti generalizzati. Ora arriva pure la batosta fiscale, quando il Paese è ancora in crisi e sofferente economicamente; quando il Paese è ancora in emergenza e in piena “pandemia inflattiva”», ha aggiunto Paolo Bianchini.

«Perché è stato riavviato il salasso impositivo? Perché, visto che siamo ancora in emergenza, non si procede con la tregua fiscale? Nel 2020 abbiamo assistito a 300mila fallimenti di aziende. Il comparto Horeca – ristoranti, bar, pizzerie, pub e cocktail bar – è fra i più colpiti», ha sottolineato Paolo Bianchini. «Le piccole imprese sopravvissute hanno bisogno di respirare. In questo senso MIO Italia ha proposto già da tempo, oltre alla tregua, il taglio dell’Iva al settore della ristorazione, come previsto dall’Europa», ha concluso Paolo Bianchini.

Fonte: Il Tempo.it

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