Sentenza n. 217/2021, 23.09.2021, Tribunale Ordinario di Viterbo: Santi Paola contro ASL Viterbo.

La ASL Viterbo viene condannata al risarcimento del danno differenziale/complementare nella misura di € 12.315,58 (oltre interessi legali) ed al pagamento delle spese di lite liquidate in € 5131,00 (oltre IVA, CPA e rimborso spese forfettario); contestualmente la ASL Viterbo viene altresì condannata al rimborso di spese legali sostenute in pregresso patrocinio legale pari ad € 3.780,00 (oltre IVA, CPA e rimborso spese forfettario pari al 15%).

Rintraccio telefonicamente la dottoressa.

-Mr Wick, non mi aspettavo davvero questa chiamata. Come ha fatto a….-.

-Dottoressa, un numero di telefono non è un problema per me. Piuttosto…, una sentenza che sta facendo parlare, questa che la vede ‘asfaltare’ il suo ex datore di lavoro… che ne dice ?-.

-Sono distante anni luce da Viterbo. Mi sorprende questo clamore! Dopo 10 anni credo tuttavia che ogni tessera del mosaico sia al suo posto-.

-Una storia lunga, allora. Può sintetizzarla ?-.

-Non è semplice. O forse lo è troppo. Tutto nasce nei vecchi locali del Consultorio Famigliare in via Cardarelli. Pensi soltanto che quei fondi, prima che vi entrasse la ASL, erano l’archivio della Procura della Repubblica e mai hanno ricevuto il cambio di destinazione d’uso con gli adattamenti. Veda che oggi la struttura consultoriale è migrata alla Cittadella…., e non è un caso!-.

-Mi perdoni dottoressa, ma vorrebbe dirmi che visite, corsi e vaccinazioni avvenivano dentro…magazzini?-.

-Mr Wick, lo dice la sentenza del Tribunale di Viterbo n. 42/2018, non io. La prima delle due sentenze a mio favore, con la quale la ASL venne condannata a risarcirmi il danno biologico procuratomi, un problema respiratorio, ai sensi della rinvenuta ed accertata responsabilità datoriale, ex art.2087 cc-.

-Quindi altro risarcimento…., interessante, ma questo sarebbe solo l’incipit? -.

-Certo, per il locale adibito a mio ambulatorio, ove contrassi il problema, intervenne il Servizio di Prevenzione e Protezione della stessa ASL, con ben due sopralluoghi, ricordo ancora le date del 23.03 e 30.05.2012, che ne constatò la mancanza di idonea areazione, di giusta illuminazione ed addirittura del lavabo. Si immagina lei un ambulatorio senza lavabo? Ed era uno status in essere almeno dal 2009, quando vi presi servizio, ma eravamo già in pieno 2012-.

-Voglio credere che le deficienze si fermino qui-.

-No, Mr Wick, mancava pure il Documento di Valutazione dei Rischi, obbligatorio a mente del D. Lgs. 81/08. Del resto era impossibile stilarlo: quello è un magazzino…., utilizzato come ambulatorio. Pensi che in una istruttoria l’INAIL di Viterbo lo richiese formalmente alla ASL, che in mancanza di meglio recapitò all’Ente una “scheda di valutazione dell’immobile”-.

-Una domanda: queste…criticità sono mai venute a galla?-.

-Mr Wick, parliamo di Viterbo, ricordo che anche i mezzi di informazione se ne interessarono, ma….! Teoricamente c’erano i presupposti per la sanzione al Direttore Generale, ma….!-.

-Capisco, il solito copione. Non vivo più a Viterbo, ma vedo che si sfornano sentenze, pertanto il Tribunale esiste, buono a sapersi…! E poi, cosa successe ?-.

-Il Medico Competente Aziendale mi inibì l’attività in ambiente lavorativo privo di idonei ricambi d’aria, ma non fu sufficiente per qualcuno, ed arriviamo ai giorni nostri-.

-Questo qualcuno le si mise di traverso?-.

-La sentenza è chiarissima. Il dottor Palumbo pretendeva che io tornassi in via Cardarelli e, nonostante un gigantesco carteggio tra i miei legali ed i vertici aziendali, incontri con vari Dirigenti, diciamo superiori, produzione di documenti , ebbero il coraggio di sottopormi ad un Consiglio di Disciplina, impropriamente costituito, poiché avrei soltanto dovuto sostenere un contraddittorio col mio diretto superiore gerarchico, e mi comminarono una sanzione: non avevo obbedito. E questo nonostante la disposizione del Medico Competente, nonostante le grossolane carenze logistiche del Consultorio, che non poteva essere collocato laggiù. Mi chiusero le prenotazioni al CUP. Mi ritrovai all’angolo-.

-Da qui, allora, l’INAIL ed i tre riconoscimenti in progressione, 6%,7%,8%, che sancirono l’esito di questa condotta mobbizzante del datore di lavoro?-.

-Esatto. Ormai il mio era un caso. Una Dirigente, diciamo superiore, mi disse:-Ti stai arrampicando sugli specchi. La risposta è oggi in questa ultima sentenza. Spero che la legga, ma soprattutto sappia comprenderla-.

-La sento distaccata dottoressa, ma puntuale, attenta….:la quiete dopo la tempesta?-.

-Mr Wick, è paradossale che siano stati dipendenti stessi della ASL, a vario titolo intervenuti, come il Medico del Lavoro (che sottoscrisse il primo certificato di Malattia Professionale ad uso INAIL), il Medico Competente (che mi inibì la frequentazione di via Cardarelli), il tecnico dello SPP ( che constatò l’inadeguatezza di quei locali) a tutelarmi dal nostro stesso datore di lavoro, e quest’ultimo mi ha invece rincorso, senza motivo, scivolando però sugli specchi ove avrei dovuto arrampicarmi-.

-Si sente di dover ringraziare qualcuno?-.

-I miei avvocati e…., no, sono certa che lui leggerà e capirà, ha costruite e vinte 10 anni di battaglie per me, senza sbagliare una mossa-.

Cade la linea, sul finire la voce della dottoressa tradiva un palpabile compiacimento, ma tanto savoir faire. Persona di classe, indubbiamente. Ora Harley, o Bartolo degli Alvi, potrà ancora una volta dare libero sfogo ad uno dei suoi storici e soliti accessi d’ira…: quante matite questa volta, oppure passiamo ai mobili?

by John Wick

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