Nel Regno Unito a inizio agosto uno studio dell’Imperial College (https://spiral.imperial.ac.uk/…/react1_r13_final…) aveva mostrato che al momento la protezione dei vaccini contro l’infezione da covid era del 49% per le persone tra i 18 e i 64 anni .(PRIMO GRAFICO IN ALTO)

Israele ha inoltre pubblicato i dati sui tassi delle infezioni post-vaccino, dividendole per il mese di infezione e l’età. Il Grafico 1 mostra come i contagi tra fine giugno e inizio luglio fossero sensibilmente maggiori tra coloro che si erano vaccinati a gennaio e febbraio piuttosto che tra coloro che si erano vaccinati ad aprile, indipendentemente dall’età.
Nel Qatar uno studio ha stimato che l’efficacia del vaccino Pfizer nel prevenire l’infezione da variante delta, sia sintomatica che asintomatica, passa dal 65 per cento circa prima della seconda dose al 54 per cento a due settimane dalla seconda dose. Per quanto riguarda Moderna, l’altro vaccino mRna, l’efficacia nei due casi è invece del 79 e dell’85 per cento. A due settimane dalla seconda dose, l’efficacia contro il rischio di avere una forma grave della Covid-19 sono state invece del 90 per cento per Pfizer e del 100 per cento per Moderna.
In Minnesota invece sono stati seguiti 25 mila operatori sanitari da gennaio a luglio, per capire come si comportavano i vaccini Pfizer e Moderna. A luglio, quando la variante delta era predominante nel Paese, i due vaccini hanno avuto un calo di efficacia nel prevenire l’infezione: la protezione garantita da Moderna è passata dal 91 al 76 per cento, quella data da Pfizer dall’89 al 42 per cento. La protezione contro il rischio di essere ospedalizzati dopo essersi contagiati è invece rimasta molto alta per entrambi i vaccini: a luglio era rispettivamente dell’81 e del 75 per cento.
Sempre negli Stati Uniti, uno studio condotto in alcune case di riposo dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) ha evidenziato che la protezione contro il contagio data da Pfizer e Moderna era del 75 per cento tra marzo e maggio, ma è poi scesa al 53 per cento tra giugno e luglio, quando la variante delta è diventata dominante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *