Ora basta. Comincio ad essere stanco di sentire tutti i giorni sui tg: meeting, discussioni e conferenze, incentrati esclusivamente sui disastri ambientali e sul cambiamento climatico!

Stanco di ascoltare come l’inquinamento e gli scarti  industriali e non, immessi nella nostra atmosfera, stanno mettendo in pericolo l’esistenza stessa ed il futuro dell’umanità, compromettendo addirittura le prospettive di vita dei nostri giovani.

Stanco di ascoltare Greta Thunberg che spara minchiate e piange come la Madonna di Civitavecchia arringando le Nazioni Unite ed i popoli della terra, redarguendo Presidenti, scienziati ed Industriali e dettando la politica internazionale su temi come il green, l’energia e l’ecosostenibilità.

Precisando che non sono un negazionista né tantomeno un fautore dell’energia nucleare sono talmente stanco che mi sono messo a fare qualche piccola ricerca.

Ti invito vivamente a continuare a leggere.

Antonio Zichichi non ha bisogno di presentazioni ed agli atti risulta uno scienziato piuttosto allineato al Sistema: cattolico credente, fisico, divulgatore e referente di cariche e responsabilità accademiche non comuni.

“Il cambiamento climatico dipende dalle attività umane per il 5%. Non confondiamolo con l’inquinamento.” Ed ancora: “….il 95% dipende invece dai fenomeni naturali legati al Sole.” (Huffpost, settembre 2019).

Ivar Giaever, Nobel per la fisica nel 1973. Nel famoso discorso ai Lindau Nobel Laureate Meetings del 2012, disse che ‘il clima è sempre cambiato, i modelli sono fuffa e che i combustibili fossili non c’entrano, i soldi per le rinnovabili sono buttati’. Concluse l’intervento definendo i cambiamenti climatici: pseudoscienza.

Ovviamente fu ritenuto un mezzo pazzo in piena sindrome da Nobel ed al soldo degli industriali.

Non voglio continuare a sparare citazioni per non annoiarti ma, per chi volesse appena, appena approfondire:

https://www.meteone.it/climatologia/cambiamenti-climatici-e-riscaldamento-globale-1/12/2020

Dopo aver letto diversi pareri, anche tra loro discordanti e ricordando dove viviamo, con chi abbiamo che fare e soprattutto il livello di corruzione generale, mi sono messo a fare quattro conti per soddisfare una curiosità: “quanto spazio il sistema solare ha dedicato alla vita?” Esattamente lo 0,00000000000000000015%. Questo è il volume della nostra biosfera rispetto al volume del Sistema Solare. Cosa voglio dimostrare con questo? Semplice!

Quanto è importante solo nell’ambito del Sistema Solare la nostra presenza? E mi sono fermato al Sistema Solare che non rappresenta nemmeno la polvere sulla bilancia rispetto alle dimensioni della nostra galassia. Quanto è prevaricante e condizionante il nostro punto di vista antropocentrico rispetto alla realtà che ci circonda?

Non pago ed affatto convinto dalle dichiarazioni di quattro scienziati rincoglioniti, mi sono andato a documentare su quanto è accaduto, o presumiamo sia accaduto, a livello climatico nel passato, molto, molto prima prima dell’avvento dell’era industriale, o subito a ridosso, quando l’inquinamento non avrebbe ancora potuto fare danni planetari.

Periodo ‘Caldo Medioevale’: 800 d.C. – 1300 d.C. Si calcola che la temperatura media globale fosse di +2 °C sopra il livello attuale (wikipedia) e ci sono chiare evidenze che all’epoca si coltivasse la vite in Norvegia, Danimarca ed Inghilterra. In quel periodo la popolazione dell’Europa quadruplicò, ed alcuni studiosi giurano che questo fu il diretto risultato dell’aumento della superficie delle terre coltivabili, in conseguenza proprio dell’incremento a livello globale della temperatura terrestre.

Periodo ‘caldo Romano’, 250 a.C. – 400 d.C. Annibale attraversa le Alpi con un intero esercito composto anche da elefanti e alla testa di truppe non certo abituate né perfettamente equipaggiate per climi glaciali.

E’ vero che le cronache dell’epoca parlano anche di nevicate durante l’attraversamento dei valichi, ma citano anche accampamenti e soste in aree attualmente poco consone al soggiorno umano ed in special modo a quello dei pachidermi. E comunque le coltivazioni ritrovate in Grecia, Francia e Germania settentrionale, supportano con dati di fatto la conclusione che durante quei 6 secoli circa la temperatura in tutta Europa era più elevata.

5500 a.C.-2000 a.C.: “Fase atlantica“. In Europa le temperature medie si attestarono fino a +4 °C sopra quelle attuali e si mantennero stabili per qualche secolo. Alcuni affermano che i ghiacciai fossero arretrati a livelli inferiori a quelli attuali e che il Mare Artico era probabilmente libero dai ghiacci durante l’estate. (wikipedia).

7000 a.C.-5500 a.C.: “Fase boreale“. Periodo caratterizzato da inverni miti e temperatura più elevate. Nella Polonia settentrionale prolificarono boschi di Pinus e di Quercus. Sulle Alpi si diffonde l’abete ed il faggio.

(https://www2.muse.it/pubblicazioni/7/3/MarchesoniV,PaganelliA1965_PA3_Tavola%20cronologica%20del%20Quaternario_OCRric.pdf)

E che dire dei picchi di calore, oggi attribuiti inderogabilmente alla CO2 ed ai gas serra nell’atmosfera?

56,7 °C a Furnace Creeck Ranch il 10 luglio del 1913 registrati nella Death Valley, in California, successivamente certificati dalla World Meteorological Association.

La Groenlandia, considerata non certo il giardino di Eden per il suo clima, sperimentò la sua temperatura più elevata il 23 giugno del 1915 quando la colonnina di mercurio segnò i 30,1 °C a Ivittuut.

45 °C registrati il 5 luglio 1937 a Yellow Grass in Canada. Rappresenta ancora oggi il record imbattuto per quel paese.

Mi fermo qui per non annoiare, ma potrei continuare.

Ripeto, non sono un negazionista e non sto dicendo che l’immissione nella nostra atmosfera dei gas serra sia come spalmare la marmellata sulle fette biscottate, affatto!

Ma quando sento dire: “Il G20 ha trovato l’accordo sulla necessità di agire per mantenere entro il tetto massimo di 1,5 gradi centigradi il riscaldamento globale per metà secolo – (http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/g-20-bozza-finale-target-vaccinati-in-2022-intesa-su-limite-per-1-e-5-gradi-per-riscaldamento-globale-34c9b908-d2ee-4f0f-aa9c-62cf580beb2d.html), ovvero entro il 2050, mi sento leggermente, e dico leggermente, preso per il culo. E non ho nessuna difficoltà a collocare tali informazioni ‘strategiche’ nell’alveo del mero politichese per non dire nell’armadio delle bufale, piuttosto che nella cassetta degli attrezzi!

Non so a te, caro lettore, ma a me girano le scatole di brutto. Tutti i governi, costituiti in un gota inattaccabile, si stanno preparando, anzi come puoi ben vedere (rincari delle materie prime),  stanno chiedendo e chiederanno sempre di più ai propri cittadini di contribuire, per esempio attraverso un incremento delle tasse – perché tutti sappiamo che sarà così – in modo da far fronte al problema del surriscaldamento globale e per finanziare il passaggio alle energie rinnovabili. Ma basta ragionare un attimo per rendere evidente che non è questa la realtà. Ben che vada, è solo un pretesto temporaneo, un’altra invenzione ben architettata, la classica pensata di qualche ben foraggiato Think Tank, per spremere, manipolare, gestire e controllare l’umanità.

Questo forse spiegherebbe perché né al G20, né al Cop26 si sono visti Putin né tantomeno Xi Jinping? Forse l’orientamento, la provenienza e lo scopo del Think Tank in questione è mal sopportato o non proprio ben visto dai due Leader?

Attenti Mr. Putin e Mr. Jinping, un certo Trump, per idee non dissimili alle vostre è stato fatto fuori in un attimo! In campana.

Spero di sbagliarmi, ma come dice il saggio: “quando tuona da qualche parte piove.”

Ad Majora!

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