Tra il serio e faceto, parliamo dell’aeroporto a Viterbo, visto che continuamene ritorna la proposta, o la speranza che venga costruito.

C’era una volta, è il caso di dire. Ma neanche troppo tempo fa. Andiamo a vedere.

A Viterbo, verso la fine del 1936, iniziarono a costruire il Campo di Aviazione, uno dei Campi d’Aviazione più importanti in Italia. L’aeroporto fu realizzato per volontà di Benito Mussolini. Terminata la costruzione vi si stabilì il 9° Stormo B.T, che sta a significare: Bombardamento Terrestre, e che venne di stanza a Viterbo il 15 ottobre 1937.

Mussolini, come era sua abitudine, visitava e controllava tutto ciò che veniva richiesto e realizzato. Questo lo fece anche a Viterbo, e il 27 maggio 1938 atterrò sulla pista dell’aeroporto senza preavviso. Sempre in quell’anno, e cioè il 3 dicembre 1938, verrà a visitare l’aeroporto anche il Re Vittorio Emanuele III.

Quindi Viterbo aveva il suo aeroporto. Non trasportava passeggeri, non era di linea, non era di piacere. A cosa serviva? Serviva per andare a bombardare. Quanto durò questo aeroporto? Veramente poco. Forse è il caso di aggiungere, per fortuna.

 L’ Italia era martoriata dalla guerra, ma la città di Viterbo, era come protetta. Gli aerei spesso sorvolavano Viterbo, ma per andare a bombardare Terni e altre città. I cittadini erano quasi abituati a sentire il loro rombo. Con il bel tempo, era quasi bello vedere il luccichio degli aerei. Li vedevano bene  perché, non volavano molto alto.  Mah…c’è sempre un ma!

Nel 1943 iniziano i bombardamenti a Viterbo, colpendo il campo d’aviazione

 Viterbo, malgrado la guerra infuriasse, come detto sopra, era rimasta abbastanza tranquilla, ma nel 1943, bombardarono il campo d’aviazione, Regio Aeroporto ”Tommaso Fabbri”. Fu il primo dei tanti che seguirono. Avvenne questo, perché, come detto precedentemente, era un campo d’aviazione importante, poiché da qui partivano gli aerei per andare a bombardare l’Isola di Malta.

Inoltre si vociferava che proprio in quei giorni fosse arrivato un carico di munizioni, destinate al fronte di Cassino. Il 29 di luglio del 1943, più o meno intorno alle ore 14 – 14 e 30, avvenne il bombardamento, dove ci furono molti morti sia civili che militari.

 

 La fortuna volle che una bomba, che andò a cadere sul deposito della polveriera, non esplose, altrimenti sarebbe stata una vera strage, comunque i morti e i feriti furono tantissimi, e con dei camion furono portati all’Ospedale Grande degli Infermi.  I viterbesi, i volontari, videro cose veramente raccapriccianti; i morti che erano in possesso di documenti, li stendevano per terra, con il documento sul petto, poi toccava ai familiari il triste compito di riconoscerli.

Spesso, il documento era la sola testimonianza dell’appartenenza di quel povero corpo straziato dalle bombe; altre volte il riconoscimento avveniva da un capo d’abbigliamento che la madre o la moglie gli aveva dato il mattino prima di uscire, perché le schegge l’aveva miseramente deturpato.

Questa è la tristissima storia dell’aeroporto di Viterbo. Su i bombardamenti a Viterbo c’è molto da raccontare, ma ci fermiamo qui, perché volevamo ricordare che, un aeroporto Viterbo lo ha avuto.

Ricordando quel brutto periodo, viene voglia di domandarci: non abbiamo una ferrovia decente, i collegamenti sono penosi, le strade, meglio non parlarne, a cosa servirebbe un aeroporto a Viterbo?  

Rosanna De Marchi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *