La Commissione europea non ha ancora trovato un accordo con i Paesi membri. Così stanotte – anche quest’anno – sposteremo indietro le lancette dell’orologio.

Da domenica 31 ottobre torna l’ora solare. Basterà mettere le lancette indietro, alle 3 della notte, guadagnando, di fatto, un’ora di sonno in più anche se, di contro, si perderà un’ora di luce (fino al 27 marzo 2022 quando tornerà l’ora legale e, in questo caso, le lancette andranno sposate in avanti). Ma come ogni anno sorge spontanea una domanda: questa sarà l’ultima volta che cambieremo orario? È di tre anni fa la proposta di abolizione del cambio di ora in Europa. Da quel momento non se n’è saputo più niente: l’ipotesi più accreditata resta quella di una soluzione a blocchi con i Paesi meridionali dell’Ue che decideranno di mantenerla mentre tutti gli altri no. In Commissione europea, al momento, non è stato trovato un accordo che andasse bene a tutti i Paesi membri e così resta tutto com’è.

La convenienza

Secondo Terna, società che gestisce la rete elettrica nazionale, grazie al ritorno all’ora legale, il nostro Paese ha avuto «positivi impatti per il sistema energetico dal punto di vista elettrico, ambientale ed economico». «Nel 2020 i benefici dell’ora legale hanno determinato un risparmio pari a 400 milioni di kWh (quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 150 mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 205mila tonnellate e a un risparmio economico pari a circa 66 milioni di euro», hanno spiegato.

Valori influenzati, però, anche dalla pandemia del Coronavirus che ha stravolto le abitudini di tutti. Dal 2004 al 2020, infine, Terna ha rilevato che il minor consumo di elettricità per il nostro Paese, dovuto sempre all’ora legale, è stato di circa 10 miliardi di kWh, comportando, tra l’altro, «un risparmio per i cittadini di 1 miliardo e 720 milioni di euro».

Fonte: Open.online

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