Una delle cose più difficili nella vita è rimanere ben piantati nella realtà e continuare ad avere nel tempo l’esatta percezione delle circostanze e delle contingenze in modo da mettere in campo quello che è nelle nostre possibilità per continuare a vivere bene e quanto mai più vicini a quello che desideriamo e che rientra nella sfera del benessere.

Mai come nel nostro tempo disattendiamo sistematicamente queste considerazioni.

Voglio fare qualche esempio.

Nella provincia di Viterbo alcuni anni fa ed in un arco temporale di 4-5 anni non si è fatto che un gran parlare dell’aeroporto.

Discussioni, dibattiti, interpellanze e commissioni produssero anche un assessorato, ovviamente con apposito assessore ed entourage al seguito. Nel contempo si ricominciò a parlare del raddoppio della Cassia bis, per tirare in ballo poi alla fine la modernizzazione della linea FFSS Viterbo P. Romana – Piramide e per ultimo anche il potenziamento della linea ex-Acotral VT-Civita Castellana-Roma p.le Flaminio.

Per amore dell’argomento ricordo un attimo di cosa stiamo parlando.

Cassia Bis: ultimazione del tratto finale di 35km ferma da trent’anni. Tempo di realizzazione in un paese appena efficiente, considerando che siamo nel 21 secolo: meno di 6 mesi. Ricordo che i 102 km della ferrovia VT-Civita Castellana.-P.le Flaminio nel 1932 furono ristrutturati in circa 4 anni. Tempi previsti e costi per l’ultimazione dei famosi 35km ancora tutti da verificare e stabilire. Bellissimo!

Ferrovia Roma-VT Porta Romana: parliamo di 88km realizzati a fine 1800 ed elettrificata praticamente sullo stesso percorso 21 anni fa circa. E’ programmato il raddoppio l’anno prossimo di 16km da Cesano a Bracciano. Tempi di realizzazione 6 anni con una spesa prevista di 253 mln di euro. Profetizzo non meno di 500mln € sempre che si completi in 12 anni. Attuali tempi di percorrenza 2 ore e 15. Velocità anni 30 ad essere ottimisti, e non è polemica è la realtà, basta provarla per una settimana.

Potenziamento della linea ex-Acotral VT-piazzale Flaminio. Qui entriamo nel mondo delle favole. Sono stati allargati tutti i vecchi ponti che strozzavano le strade sottostanti con una spesa di milioni di euro ed eliminati quasi tutti, ma non tutti, i passaggi a livello con altra spesa assolutamente rilevante (ma tanto sono tutti contributi della Comunità Europea, che ce frega!) Chi percorre il mio stesso percorso (il sottoscritto da 22 anni, non 22 mesi, 22 anni)  non farà nessuna fatica a confermarvi che i passeggeri di media nel tratto Civita Castellana – VT (metà percorso) non superano mai il numero di 2-3, dico proprio 2 o 3 persone di media (dalla strada il trenino si vede perfettamente). In un paese poco sotto la normalità non ci vorrebbe un esperto di economia e finanza per dedurre che sarebbe auspicabile provvedere ad una immediata chiusura del tratto: non serve a nulla se non a consumare elettricità ed a pagare lo stipendio al personale. Se vi capitasse invece di usare la ferrovia per recarvi da VT a Roma rassegnatevi alle oltre 2 ore e mezza se non di più con tempi di percorrenza simili anche qui agli anni 30 percorsi ad una velocità media inferiore ai 30 km/h. Quando deciderete di percorrerla tutta, oltre a gustarvi i bellissimi panorami con tutta tranquillità non mancate di ringraziare la ‘Buon Anima’ senza l’intervento del quale oggi sarebbe solo una mulattiera, quella che praticamente è rimasta.

Affermare come fanno alcuni che tale ferrovia opera anche come metropolitana per l’area a nord di Roma per gli arrivi e le partenze da e per Saxa Rubra equivale a confermare che spendiamo il doppio di quello che sarebbe necessario per mantenere una metropolitana per il comune di Roma. Onestamente mi pare una aberrazione e comunque la provincia di VT dovrebbe ricevere un compenso che non mi pare sia mai stato corrisposto.

Oggi come esattamente negli anni ’80 (stiamo parlando di 40 anni), e lo dico con cognizione di causa, chi desidera andare a Roma in maniera efficiente non ha che da prendere la macchina, arrivare ad Orte Scalo (35km) parcheggiare ad un 1 euro o più al giorno e prendere il treno che in 35-40 minuti arriva al centro della nostra amata capitale. Il tutto ad un costo notevole vista l’incidenza del carburante per percorrere la superstrada, in barba al green e con tempi di percorrenza tra impicci ed imbrogli di circa 1 ora e mezza se va bene. Considerando che la distanza tra VT e Roma è di circa 68 km in linea d’aria, l’opzione viaggio Orte ci farà viaggiare alla folle velocità di circa 45 km orari ovvero meno di quella permessa in un centro urbano.

E c’è più di qualcuno che si ostina e continua a parlare anzi a declamare la competitività! Dobbiamo essere competitivi. Alla faccia!

Di che cosa si è parlato nella nostra provincia per più di 4 anni? Dell’aeroporto! Di cosa si parla oggi nella nostra città? Ascoltate gente e meditate.

Nulla di cui meravigliarci comunque, tranquilli. Di cosa si parla oggi nel nostro Paese?

Di Green Pass, di Pandemia, di Vaccini, della legge Zan, della Segrè al Quirinale e via discorrendo. Per carità, argomenti interessantissimi e di altissima politica, non vi è dubbio. Meno male che siamo in mano ad un fottio di esperti! E chi meglio di loro?

Intanto però nessuno parla più del debito pubblico arrivato, lo ricordo, a 2.734 miliardi di euro al 15 Ottobre 2021. (A fine 2019, due anni fa, era poco sopra i 2.400 miliardi ed era considerato a livello di Commissione Europea insostenibile). Nessuno ci dice esattamente quanti miliardi dovremmo restituire all’Europa e che non tutti ci sono stati prestati a fondo perduto e nemmeno quanti saranno gli interessi precisi da remunerare: messaggi del tutto assenti e poco chiari che passano tra le righe.

Nessuno parla della mancanza assoluta di entusiasmo tra i nostri giovani, la mancanza assoluta di prospettive a prescindere se siano vere o false e di progettualità e la mancanza assoluta di sano nazionalismo al di là di sporadiche manifestazioni agonistiche, necessaria a creare quel sano spirito di squadra che sarà uno dei fattori determinanti per vincere le sfide nel prossimo futuro, anzi in quelle che sono già diventate passato.

Nessuno si azzarda a parlare di un ritorno graduale ma convinto alla cultura, quella vera, che ha sempre caratterizzato il nostro popolo. Troppo difficile, troppo complicato. Meglio affidarsi ai numeri chiusi, ai quiz e meglio se da casa davanti ad un PC (e chi scrive è un vecchio informatico).

Meglio abbandonarsi alle salutari camminate post o pre lavoro, fortemente consigliate dal proprio medico, e poi scannarci per un parcheggio ed evitare di fare 15 metri a piedi per arrivare alla cassa del supermercato. Bramiamo il posto fisso (beato chi ce l’ha) seduti ad una scrivania e poi la sera corriamo come folli per arrivare puntuali in palestra perché il moto è importante.

Prima di mettere mano a qualsiasi progetto, proposta o programma (di Ripresa e Resilienza per esempio), forse sarebbe il caso di mettere un minimo di ordine nella nostra testa.

Ad Majora!

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