Il messaggio del pontefice: «La castità deve essere feconda».

Città del Vaticano – Zitelle e zitellone. Ancora una volta davanti alle suore il Papa si è lasciato andare e, andando a ruota libera, le ha di nuovo prese in giro mettendo in evidenza il rischio di diventare acide o bisbetiche, utilizzando per descriverle quello stereotipo sessista da tempo messo al bando. Un clichè che il Papa rispolvera spesso se si trova davanti al mondo religioso femminile.

Papa Francesco e le suore

Incontrando le suore della Curia Generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice il Papa ha voluto metterle in guardia dalla «mondanità spirituale»: «Persone che hanno lasciato tutto, hanno rinunciato al matrimonio, hanno rinunciato ai figli, alla famiglia… e finiscono – scusate la parola – ‘zitellone’, cioè mondane, preoccupate per quelle cose… E l’orizzonte si chiude, perché dicono: ‘Questa neanche mi ha guardato, quella mi ha insultato, quella…’. I conflitti interni che chiudono. Per favore, fuggite dalla mondanità spirituale. E anche dallo status: ‘Io sono religioso, io sono religiosa…’. Esaminare questo.È il peggio che può accadere».

Cosa ha detto

Insomma una lavata di testa in piena regola. Una cosa analoga era accaduta diversi anni fa durante l’udienza a 800 suore venute da tutto il mondo in rappresentanza di 1900 ordini religiosi. Si trattava dell’assemblea dell’Uisg, l’organismo di rappresentanza. Anche in quella circostanza si era lamentato delle suore che con il loro comportamento arcigno fanno danno alla Chiesa.

«Non siete zitelle»

«Siate madri, non zitelle: la castità deve essere feconda». Il Papa aveva ricordato alle suore che la castità deve essere «una castità feconda che genera figli spirituali. La consacrata è madre. Siate madri come figure della chiesa madre, non si può capire Maria e la Chiesa senza la maternità, e voi siete icona di Maria e della Chiesa».

Il messaggio

Al termine dell’incontro odierno Papa Francesco ha chiesto a tutte di pregare per lui perchè, ha detto, « non è facile fare il Papa». Ha anche aggiunto che  un dovere dei giovani e’ «custodire gli anziani, imparare da loro, dialogare con i vecchi” anche se “i vecchi a volte diventano un po’ capricciosi – siamo cosi’ – e i difetti nella vecchiaia si vedono meglio; ma e’ anche vero che i vecchi hanno quella saggezza, quella grande saggezza della vita: la saggezza della fedelta’ di diventare vecchi nella vocazione».

Fonte: Il Messaggero.it

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