Appuntamento nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre in cui le lancette andranno indietro di un’ora.

Roma, 22 ottobre 2021 – Ci siamo quasi, il cambio dell’ora – che ci riporterà a quella solare – è alle porte. L’appuntamento autunnale, ormai fisso, sarà nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre 2021, alle 3.00. Tecnicamente cosa bisogna ricordarsi di fare? Semplicemente di spostare le lancette indietro di un’ora allo scopo di farci guadagnare, con l’avvento dei mesi più bui dell’anno, ben sessanta preziosi minuti di luce al mattino. Come di consueto l’ora solare ci accompagnerà per tutti i mesi freddi, fino a marzo 2022 quando, nella notte fra sabato 26 marzo e domenica 27, verrà nuovamente ripristinata l’ora legale.

La maggior parte dei dispositivi elettronici sono progettati per regolarsi automaticamente: l’orologio analogico di casa, invece, non può prescindere dal nostro intervento. L’impressione generale è che le giornate saranno più corte e che il buio “si mangerà” buona parte dei pomeriggi. Secondo diverse stime, soltanto nel 2020, in Italia i benefici dell’ora legale hanno determinato un risparmio pari a 400 milioni di kWh e una notevole riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera.

Ora solare: un tuffo nella storia

Potremmo qualificare l’ora solare come “quella normale” dato che rappresenta l’orario scandito dal proprio fuso orario di riferimento. Al contrario l’ora legale potrebbe essere considerata una sorta di “trucco” impiegato in primavera ed estate. Storicamente chi ha avuto questa idea? Sull’origine di questa trovata si rincorrono diverse leggende, una delle quali coinvolge Benjamin Franklin. In realtà lo scienziato e politico – con molto humor – quando nel 1784 si trovava a Parigi in qualità di ambasciatore, scrisse una lettera al quotidiano Journal de Paris, in cui, ironizzando sulle presunte abitudini poco mattiniere dei cittadini francesi, calcolava quante candele si sarebbero potute risparmiare se i parigini avessero usato tutta la luce del sole disponibile durante la giornata, invece di alzarsi tardi. Si può quasi dire che da un pungolo satirico sia giunta l’idea. C’è infatti chi ha preso lo spunto molto seriamente: nel 1895, l’entomologo neozelandese George Vernon Hudson propose di far avanzare gli orologi di due ore per sfruttare l’irradiazione solare durante la bella stagione. Intuizione che fu successivamente ripresa dal costruttore britannico William Willett, trovando questa volta l’appoggio della Camera di Comuni del Regno Unito, che nel 1916 approvò il British Summer Time, ossia lo slittamento in avanti dell’ora nel corso dell’estate, che si diffuse presto anche in altri Stati.

Futuro incerto

L’ora solare è stata protagonista negli ultimi anni di accesi dibattiti. A più riprese si è discusso sull’opportunità di rinunciarvi; tra luglio e agosto 2018, è stata avanzata la proposta di abolizione, caldeggiata soprattutto dai Paesi nord-europei, capeggiati da Polonia e Finlandia. Nei Paesi scandinavi, dove le giornate sono più estese, non vi è alcun sensibile guadagno di luce; al contrario negli Stati dell’Europa meridionale, l’ora legale allunga effettivamente le giornate. Nella discussione che è seguita alla Commissione Europea non si è raggiunto un compromesso che accontentasse tutti i Paesi membri; la pandemia ha successivamente congelato ogni decisione. Lo scenario più accreditato è che si opti per una decisione a blocchi. L’Italia non ha ancora preso una posizione definitiva, al contrario della Francia, che ha scelto di bandire il cambio orario. Nell’attesa, quindi, è bene ricordarsi del consueto appuntamento con le lancette a fine ottobre.

Fonte: Quotidiano Nazionale.net

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