Roma, 16 ott – Da una parte c’è l’ideologia («mai più fascismi»), e dall’altra c’è la realtà. Una realtà che ci dice che, saltate le trattative tra le parti e il governo, Whirlpool ha confermato che intende procedere con i licenziamenti nel suo stabilimento di Napoli.

In pratica, dal 22 ottobre partiranno le lettere che comunicheranno a 321 lavoratori la cessazione del loro contratto di lavoro.

Whirlpool abbandonata

È l’ennesima, dura batosta per il mondo sindacale, che non è riuscito a tutelare i lavoratori. Non è un caso, del resto, che i dipendenti napoletani della Whirlpool abbiano più volte attaccato i loro rappresentanti, dando loro dei «venduti». Sarà che i sindacati ormai sono pieni di pensionati, e pertanto i lavoratori non rappresentano più una priorità. Fatto sta che, mentre andava in scena uno dei più clamorosi scioperi degli ultimi anni, quello dei portuali di Trieste, la trimurti Cgil-Cisl-Uil ha pensato bene di sfilarsi e di abbandonare i suoi iscritti al loro destino. Immagine plastica di un tradimento su tutta la linea.

Sindacati al capolinea

D’altra parte, la vicenda Whirlpool e il caso Trieste non fanno altro che confermare il totale disinteresse mostrato dai sindacati nei confronti dei lavoratori. Sul green pass obbligatorio per poter lavorare, è vero, Landini e compagni avevano provato a chiedere la gratuità dei tamponi. Ma Draghi ha risposto picche, strafottendosene di questi anziani signori che non rappresentano più niente e nessuno. E infatti, di fronte a questo affronto, che cosa hanno fatto i sindacati? Ovviamente nulla: nessuna protesta, nessuno sciopero. Nessun segno di vita. A questo punto, non stupisce che, mentre i lavoratori tentano di organizzarsi come possono contro un governo sordo a ogni ragionevole compromesso, la trimurti Cgil-Cisl-Uil faccia l’ennesima passerella a Roma contro i fantomatici «fascismi». E la farsa continua.

Fonte: Il Primato Nazionale

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