Se strangoli una donna dopo dieci anni sei libero, se divorzi ce ne vogliono circa 20 solo per smettere di pagare gli alimenti, se invece ti comporti decentemente, paghi tutte le tasse e tiri su, bene o male una famiglia, per goderti i tuoi denari che tu e solo tu, nota bene, hai messo via e che non riavrai mai indietro tutti (perché Quello lassù non è d’accordo) te ce ne vogliono – per ora – circa 43 e poi andando avanti ancora di più.

Ovviamente chi ha un minimo di dimestichezza con la giurisprudenza coadiuvati da coloro che hanno un bel Master in sociologia rabbrividirà a tali conclusioni e non potrebbe essere altrimenti.

Ormai nel nostro Bel Paese siamo abituati a mettere tutto in discussione ed a polemizzare su tutto e tutti.

E’ di questi giorni la polemica riguardante l’impianto fotovoltaico a Pian di Giorgio. Alla notizia di un probabile allestimento si sono subito levate alte le voci del popolo e degli ecologisti, e ci mancherebbe altro! La cosa non sa da fare! Deturpa l’ambiente.

Per carità, sono perfettamente d’accordo: un impianto fotovoltaico non solo deturpa l’ambiente ma lo cambia almeno per 20 anni, ovvero un tempo circa doppio rispetto al reato di omicidio, e non è poco.

Ok, va bene! Allora riassumendo: l’impianto fotovoltaico no perché deturpa, l’eolico manco a parlarne perché altrimenti Sgarbi si incazza, l’idroelettrico, che te lo dico a fa? Distrugge e muta irreversibilmente l’ecosistema. Non ci resterebbe altra alternativa che passare al nucleare, come qualche brillante politico di nome Roberto Cingolani, ministro per la transizione ecologica, ha proposto recentemente. E chi meglio di lui?

Peccato che poi lo stesso ignori o faccia finta speriamo almeno due cose fondamentali. La prima: le scorie, che devono essere stoccate e gestite per 100.000 anni (che sono 10.000 volte la pena per omicidio).


La seconda e ben più importante e determinante la sicurezza: se i giapponesi, popolo conosciuto per la precisione, puntualità, professionalità e serietà si sono fatti scoppiare tra le palle due reattori nucleari perché non avevano previsto che potesse arrivare una onda anomala alta 10 metri sulla riva del paese più sismico del mondo e con la più alta densità di vulcani attivi, quanto ci metteremo noi in Italia a saltare per aria? Prevedo, dai 10 ai 12 secondi netti!

Non voglio assolutamente dire che nel nostro Bel Paese non esistano belle teste ed eccellenze a livello individuale (sempre meno ma esistono, eccome se esistono) ma non credo di affermare castronerie se sottolineo che all’interno dei nostri confini manchi assolutamente e sia del tutto latitante il metodo: è piuttosto evidente sia nel settore pubblico che in quello privato.


All’italiano medio se metti davanti una procedura non ti chiederà dove si inizia ma subito ‘a che serve?’ ed una volta capito a cosa serve troverà immediatamente il sistema per bypassarla, aggirarla ed eseguirla con la metà del tempo: il botto è dietro l’angolo!

La transizione ecologica alla stessa stregua del green a tutti i costi è solo una boiata pazzesca, l’ennesima stronzata oltre che un nuovo modo per rastrellare soldi e speculare ad ogni livello (vedasi i rincari attuali delle materie prime). E’ bene che ci rendiamo conto il prima possibile che non esiste un metodo pulito al 100% per produrre energia. Non esiste semplicemente perché non c’è. Ogni tecnologia per quanto nobile e sofisticata si porta appresso degli svantaggi e procura dei danni immediati e futuri: l’esperienza, l’osservazione intorno a noi ed il metodo scientifico ci testimoniano questa triste verità, inutile far finta di niente!

Inquinare di meno e preservare l’ambiente si sposa invece perfettamente con consumare di meno: meno container che viaggiano, meno mobilità, meno TV, meno Grande Fratello, meno De Filippi, zero tablet, zero cellulari, niente lavatrice né lavastoviglie. Si mangia esclusivamente ciò che si produce nel proprio orto e gli scarti non si differenziano perché poi qualcun altro li smaltirà ma serviranno a nutrire gli animali domestici i quali poi diventeranno a loro volta carne per la famiglia, esattamente come si faceva negli anni ’50, ‘60…….ma voglio proprio vedere se mi candido con queste idee ‘green doc’ quanti voti prendo?

Siamo un paese meraviglioso che vive ancora di ricordi nostalgici, quando eravamo davvero esportatori di cultura e civiltà e quando ci potevamo davvero permettere di fare la voce grossa in tutto il mondo. Certo, anche all’ora, mi riferisco ovviamente all’Impero Romano le tasse erano salate e se non le pagavi non ti arrivava la bolletta da Equitalia ma direttamente l’invito a varcare le porte del Colosseo ed a discutere della tua posizione fiscale con il gattino venuto dall’Africa. Non mancava nemmeno la corruzione, la malversazione e l’omicidio, gratuito, mirato e pure quello politico.


Ma almeno guardandoci indietro oggi, a distanza di oltre 2000 anni (200 volte l’omicidio) qualcosina possiamo ancora rimirare e bearci di quel museo a cielo aperto che è la nostra nazione.

Il problema è proprio questo: noi possiamo ancora bearci di quello che ci hanno lasciato, ma i nostri figli potranno fare altrettanto guardando a quello che stiamo lasciando loro?


Allo stato attuale, non c’è alcun bisogno di delegare la risposta ai Posteri!


Ad Majora!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *