Il macchinario per la vinificazione cui stava lavorando è stato posto sotto sequestro.

Aveva 30 anni e si chiamava Nunzio Cognetti l’operaio morto in un’azienda agricola di Andria (BAT), all’interno di una vasca piena di mosto, mentre stava lavorando a un macchinario per la vinificazione. Il macchinario è stato posto sotto sequestro.

Dopo le quattro vittime in Calabria a Paola, si registra un altro morto durante le operazioni di vinificazione. Un operaio è morto ieri sera dopo essere caduto in una vasca piena di mosto mentre erano in corso le operazioni di vinificazione in un’azienda agricola in contrada Sant’Agostino ad Andria (Barletta-Andria-Trani). A quanto si apprende, l’operaio, che stava lavoando a un macchinario che è stato sequestrato, è stato prima soccorso dai colleghi e subito dopo dal personale del 118 ma per lui non c’è stato nulla da fare. La vittima aveva 30 anni e si chiamava Nunzio Cognetti. Con quella di ieri sale a 53 il numero delle morti bianche in Puglia da inizio 2021. 

Sul questa ennesima morte sul lavoro la procura di Trani ha aperto un’inchiesta a carico di ignoti. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo e violazione delle norme di prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro. La vittima, secondo quanto emerso finora, sarebbe scivolata rimanendo incastrata nel macchinario per poi essere risucchiata nella vasca. Sul posto sono interventi anche i tecnici dello Spesal. Dai primi riscontri fatti sembra che l’operaio fosse regolarmente assunto.

Il precedente

Il 2 ottobre un incidente simile si è verificato, come detto, a Paola (Cosenza). Quattro uomini, tutti parenti, impegnati in una vasca per la fermentazione del mosto hanno perso la vita a causa delle inalazioni da monossido di carbonio. Erano circa le 12.30 quando i carabinieri della stazione di Paola si sono recati nella Frazione San Miceli per il ritrovamento dei quattro uomini deceduti all’interno della cantina dell’abitazione familiare dove stavano preparando il vino. Uno degli uomini – tutti parenti e di età tra i 40 ed i 70 anni – si è improvvidamente calato all’interno della vasca di fermentazione del mosto, ma respirando il monossido di carbonio esalato dalla fermentazione, non è più riuscito a uscire. Gli altri uomini hanno tentato di salvarlo scendendo all’interno della vasca e inalando a loro volta le esalazioni che li hanno portati alla morte per la mancanza di ossigeno. Una quinta persona, una donna di 36 anni, arrivata per ultima a prestare soccorso, ha inalato i fumi ed è stata trasportata all’ospedale Annunziata di Cosenza, dove non versa in pericolo di vita. I corpi senza vita sono stati estratti da personale dei Vigili del Fuoco. 

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